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Moda Sotto le Bombe: the photos

Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” è il nome dello spettacolo teatrale che ho ideato e scritto nel 2019, e che ho diretto insieme al mio collega Vito Antonio Lerario. Un viaggio sinestetico a ritroso nel tempo, nei bui anni del secondo conflitto mondiale, tra abiti e accessori rarissimi e autentici dell’epoca. Quattro le date sold out da dicembre 2019 a febbraio 2020.

Teresa, interpretata da Rosemary Nicassio, è una giovane donna nel suo giorno del matrimonio, mentre dal cielo piovono bombe. Attraverso la sua narrazione, e quella di sua cugina Anna, interpretata da Barbara De Palma, sono riemerse storie dimenticate, insieme a identità scivolate nell’oblio del tempo.

I racconti provengono in gran parte da fatti realmente accaduti, frutto di interviste e ricerche effettuate da me nel tempo, e svelano aspetti storici dimenticati. I costumi di scena, come anticipato, sono autentici e provengono dai territori occupati dai nazisti. Datati 1939 – 1945 appartengono all’archivio museale Lerario Lapadula.

Abiti e accessori che portano tutti i segni della guerra, degli stenti. Indumenti autarchici in cui alla seta si sostituisce la canapa, ai ricami in paillettes la raffia. Macchiati, rammendati, segnati dal proprio destino i vestiti sono apparsi – sotto le bombe – indossati da performer e attrici che hanno rievocato come fantasmi storie lontane.

Ha aperto la manifestazione il reduce Prof. Pietro Suma, preziosa, inestimabile, rara la sua testimonianza.

Suggestiva, evocativa, la location: lo storico palazzo Anmig, Casa del Mutilato di Bari.

La dimensione sinestetica si è completata con i suoni al pianoforte, profondi e delicati, del Maestro Stefania Gianfrancesco, dal Circolo Beethoven di Bari, e con gli evocativi profumi che aleggiavano in sala, realizzati da Francesca Dell’Oro

Trucco e acconciature di scena a cura di Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive luci a cura di Melody Service, di G. Venisti, grazie ad Ornella Polieri. Seguono le suggestive immagini a cura di Emilio Badolati ed Eleonora Bosna.

Uno spettacolo che oggi più che mai è utile a ricordare quel che è accaduto, ancora accade e mai più dovrebbe accadere. Presto, anche per questo, tornerà in scena.

“Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” is the name of the theatrical show I conceived and wrote in 2019, and which I directed together with my colleague Vito Antonio Lerario. A synaesthetic journey back in time, in the dark years of the Second World War, among very rare and authentic clothes and accessories of the time. Four sold out dates from December 2019 to February 2020.

Teresa, played by Rosemary Nicassio, is a young woman on her wedding day, while bombs rain down from the sky. Through her narration, and that of her cousin Anna, played by Barbara De Palma, forgotten stories have re-emerged, along with identities that have slipped into the oblivion of time.

The stories come largely from real events, the result of interviews and research carried out by me over time, and reveal forgotten historical aspects. The stage costumes, as anticipated, are authentic and come from the territories occupied by the Nazis. Dated 1939 – 1945, they belong to the Lerario Lapadula museum archive.

Clothes and accessories that bear all the signs of war, hardship. Self-sufficient garments in which silk is replaced by hemp, and sequin embroidery by raffia. Stained, mended, marked by their own destiny, the clothes appeared – under the bombs – worn by performers and actresses who recalled distant stories like ghosts.

The event was opened by the veteran Prof. Pietro Suma, his testimony is precious, priceless and rare.

Suggestive, evocative, the location: the historic Anmig building, Casa del Mutilato in Bari.

The synaesthetic dimension was completed with the deep and delicate piano sounds of Maestro Stefania Gianfrancesco, from the Circolo Beethoven in Bari, and with the evocative scents that hovered in the room, created by Francesca Dell’Oro.

Stage make-up & hair by Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive lights by Melody Service, by G. Venisti. Following are the suggestive images by Emilio Badolati and Eleonora Bosna.

A show that today more than ever is useful to remember what happened, still happens and should never happen again. Soon, also for this reason, it will return to the scene.

Emilio Badolati per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”: Cast 7th Dec 2019. Ph Emilio Badolati
Me from Backstage. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
Turning back the hands of time. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Prof. Pietro Suma shares his historical testimony of the second war conflict. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Rosemary Nicassio as Teresa. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli as Elsa De Giorgi and Nicoletta Pastore ad Doris Duranti. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Nicoletta Pastore. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi and Silvia Fasano. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Valentina Del Conte. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Hug between Barbara De Palma and Rosemary Nicassio. Ph Emilio Badolati

Eleonora Bosna per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie, Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Enza Lanotte. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angela Lalla Conenna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Silvia Fasano. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. From the rigtht.: Enza Lanotte, Silvia Fasano, Ilenia Pantaleo, Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma on stage as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Ilenia Terrevoli on stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” On Stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Rosemary Nicassio. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” The best is yet to come. Ph Eleonora Bosna
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Renate Müller: the tragic antinazi Diva

Quando un’anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua, nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti

“When the soul of a man is born in this country there are nets flung at it to hold it back from flight. You talk to me of nationality, language, religion. I shall try to fly by those nets”

James Joyce

Padre pubblicista e madre pittrice, un talento innato per la recitazione e una bellezza fuori dal comune, che le costerà la vita. Renate Müller nacque a Monaco il 26 aprile del 1906, e a soli 19 anni debuttò a teatro con “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream) diretta da Pabst.

Trasferitasi a Berlino, nel 1929 ebbe il suo primo ruolo cinematografico in “Peter Der Matrose” (Peter the Sailor). Il successo fu immediato e fino al 1937 comparve in 25 film , tra i quali il celebre “Die Privatesekretärin”, tradotto anche in inglese e ”Viktor und Viktoria” del 1933.

La fama raggiunta, i capelli biondi, i bei occhi azzurri, destarono l’interesse del regime nazionalsocialista, che pressò Renate con sempre maggiore insistenza affinché lei divenisse il volto per i film di propaganda del partito. Numerosi quanto le richieste furono i rifiuti della bella attrice, ma la vita nella Berlino di quel tempo era difficile: sospetti, dicerie, semplici invidie di colleghe potevano essere la causa di processi sommari, deportazioni, omicidi, e Renate aveva un angoscioso segreto che doveva restare nascosto.

Così cedette alle pressioni e nel 1937 recitò in quella che sarebbe stata la sua ultima comparsa in celluloide: “Togger”, pellicola dal contenuto antisemita. Hitler fu sedotto dall’attrice, perfetta incarnazione dell’ideale di donna ariana, ma nonostante le sue lusinghe lei rifiutò di essergli amica. Goebbels insospettito da tanta distanza e dai suoi continui viaggi nella nemica città di Londra, prese a farla pedinare dalla Gestapo.

L’inconfessabile segreto emerse: Renate aveva un fidanzato, viveva in Inghilterra ed era un ebreo. Si persero così, tutto d’un tratto, le notizie sulla bella ragazza: nuove star ariane presero il suo posto sugli schermi. Si diffusero strane voci secondo le quali Renate era stata ricoverata in manicomio a seguito di ripetute crisi di nervi, abuso di alcol e di morfina. Repentino giunse il finale di questa triste storia, il 7 ottobre del 1937 l’attrice fece un lungo volo dalla finestra della sua casa a Berlino. Il corpo fu in fretta cremato presso il Wilmersdorf Krematorium per essere sepolto in gran silenzio all’interno del Parkfriedhof Lichterfelde a Berlin Steglitz. Ai tanti fan fu proibito di partecipare ai funerali, il governo cercò di placare gli animi affermando si fosse trattato di suicidio, ma dei vicini di casa della ragazza, in silenzio, dissero di averla vista precipitare dal balcone all’arrivo in cortile degli uomini della Gestapo. Molti altri, invece, giurarono che furono proprio i soldati ad aver lanciato nel vuoto l’attrice che in vita rifiutò di esser lanciata sugli schermi di un cinema maledetto.

Luciano Lapadula

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Father publicist and mother painter, an innate talent for acting and a beauty out of the ordinary, which will cost her life. Renate Müller was born in Monaco on April 26, 1906, and at the age of 19 filmaker Pabst made her debut with “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream). Transferring to Berlin, in 1929 she had his first film role in “Peter Der Matrose “(Peter the Sailor). The success was immediate and until 1937 appeared in 25 films, among which the famous “Die Privatesekretärin”, also translated into English and “Viktor und Viktoria” of 1933. The fame achieved, the blonde hair, the beautiful blue eyes, aroused the interest of the National Socialist regime, which pressed Renate with increasing insistence to use her face for the nazi propaganda films. Life in Berlin – at that time – was difficult: suspicions, rumors, simple envies of colleagues could be the cause of summary trials, deportations, murders, and Renate had an anguishing secret that was to remain hidden. So he gave in to pressure and in 1937 she played in what would have been her last appearance in celluloid: “Togger”, a film with anti-Semitic content. Hitler was seduced by the actress, the perfect embodiment of the ideal of an Aryan woman, but in spite of her flattery, she refused to be his friend. Goebbels, suspicious of her distance and her constant journeys in the enemy city of London, began to  follow the woman by Gestapo. The unconfessable secret emerged: Renate had a boyfriend, lived in England and was a Jew. Thus, all of a sudden, the news about the beautiful girl was lost: new Aryan stars took their place on the screens. Strange rumors were spread that Renate had been hospitalized as a result of repeated nerve crises, alcohol abuse and morphine. The end of this sad story came to a sudden, on October 7, 1937, the actress took a long flight from the window of her house in Berlin. The body was quickly cremated at the Wilmersdorf Krematorium to be buried in great silence inside the Parkfriedhof Lichterfelde in Berlin Steglitz. To the many fans it was forbidden to attend the funeral, the government tried to appease the soul by saying it was suicide, but the girl’s neighbors, in silence, said they had seen her fall from the balcony to the men’s Gestapo. Many others, however, swore that it was the soldiers who had launched into the void the actress who in life refused to be thrown on the screens of a damn cinema.

Renate Müller with pet. Ufa Photo for the movie “Liebling der Götter” (in italian: Le Ali della Fortuna”) by Hanns Schwarz. Costumes: René Hubert. 1930
Renate Müller, Viktor und Viktoria (Germany, 1933, dir. Reinhold Schünzel)
Renate Müller in a silk pajamas strike a pose for a signed 30s film postcard
A magnetic and fatal gaze for a 30s film postcard from the Ufa German motion-picture production company.
Renate Müller wears an evening dress with a plunging neckline on the shoulder, in the typical style of the 1930s
Statuesque body and gorgeous evening dress. Ph Aufnahme Walther Jaeger, Berlin
Early 30s. Posing like a Pin-Up anticipating the 50s looks
On the cover of “FILMWOCHE” Magazine year 1934
Renate Müller at the window, she does not imagine that soon will fall from there

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Divas of Fascist Cinema

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Il volto scolpito nel marmo, uno sguardo insieme sensuale e spietato che allude all’erotismo più feroce di quei giorni bui. Le labbra violacee evidenziano un sorriso amaro, sprezzante, fiero del proprio sublime incanto. Sono le dive del cinema fascista, in un’Italia umiliata dalla guerra regnano sulle superfici dell’illusione per regalare un sogno a chi di illusione perisce.

The face sculpted in marble, a sensual and ruthless glance that alludes to the most ferocious eroticism of those dark days. The violet lips show a bitter, contemptuous smile, proud of its own sublime charm. They are the divas of Fascist cinema, in an Italy humiliated by war thay all reigns on the surfaces of illusion to give a dream to those who are diyng by illusion.

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Alida Valli – From a Fresh Look to a Dark Lady – Venturini

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Luisa Ferida

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Seductive Leda Gloria – Ghergo

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Leda Gloria – Venturini

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Elisa Cegani – Ph unknown

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Elisa Cegani from in “LA CORONA DI FERRO” di Alessandro Blasetti, 1941. Winner of Coppa Mussolini award

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Clara Calami: the first italian “Dark Lady” actress

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Clara Calamai. I think she worn Ferragamo platform shoes. Could be now

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Elsa De Giorgi – Peek-a-Boo hairstyle. Ph Venturini

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A perfect face. Elsa De Giorgi

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Amazing Beauty: Doris Duranti, the most loved by dictators

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Doris Duranti, the fascist actress, by Elio Luxardo

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Isa Mirande: the platinum italian Dietrich

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Isa Miranda, who arrived in Hollywood, was greeted with clamor by the public and by Paramount

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Aesthetics of Nazi men| Bellezza Maschile nel Terzo Reich

L’oscura voragine entro cui sprofondò l’ideologia nazista fu contraddistinta da una singolare antinomia che vide il trionfo di un’ossessiva ricerca della perfezione estetica alternarsi a una morale scellerata. All’animo turpe di molti soldati del Terzo Reich corrispondeva un’apparente contraddittoria bellezza fisica, quasi come fosse necessaria a purificare la crudeltà dei loro pensieri. Attraverso questa serie di immagini la mia ricerca esibisce lo splendore del male e il travestimento del ripugnante, che generano una euritmia spaventosa.

The obscure chasm in which the Nazi ideology collapsed was marked by a singular antinomy that saw the triumph of an obsessive pursuit of aesthetic perfection alternating with a nefarious morality. To the turbulent mind of many soldiers of the Third Reich corresponded an apparent contradictory physical beauty, almost as if it were necessary to purify the cruelty of their thoughts. Through this series of images my research exhibits the splendor of evil and the disguise of the repugnant, which generates a frightening eurythmy.

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© SS young pretty soldier. Beautiful innocent face, in contrast with the skull on the hat
© Hans Joachim MarseilleHansJoachim Walter Rudolf Siegfried Marseille was a German fighter pilot during World War II. A flying ace, he is noted for his aerial battles during the North African Campaign. Marseille claimed all but seven of his 158 victories against the British Desert Air Force over North Africa
© Early in his career, he was transferred from JG-52 by his commander, the famous Johannes “Macky” Steinhoff who said, “Marseille was remarkably handsome”
Hans-Joachim Marseille
© Hans-Joachim Marseille in North Africa
Hans Joachim Marseille enchants his mother playing the piano
BANG ! Hans Joachim Marseille
Ewald, Heinz ‘Esau’
Heinz Ewald received his pilot education with the Fliegerausbildungsregiment 23 in Kaufbeuren, the Flugzeugführerschule and the Jagdschule. 
Joachim Peiper, Ruthless Waffen SS Leader
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Joachim Peiper
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Group of nazi soldiers
Young Waffen-SS soldie
Young Waffen-SS soldier
© Poul, Soren and Erik: The Kam brothers.
They volunteered and fought in the 5th SS division, Wiking
Nazist Søren Kam, dansk statsborger. Udateret arkivbillede fra 1940-45.
Ludwig Kepplinger men beautiful nazi blog blogger moda luciano lapadula macabro grottesco nazismo estetica

Ludwig Kepplinger © (31 December 1911 — 26 August 1944) was a Sturmbannführer (Major),in the Waffen-SS during World War II who was awarded the Knight’s Cross of the Iron Cross
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Captured German soldiers by Canadian soldiers 1943 c.
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Erich “Schmidtchen” Schmidt
Værnepligt
During the battle – 1943
© Sweet and Beautiful junior army officer
© Reminds me Samuel, the iconic Jean Paul Gaultier model. Kriegsmarine/German Sailor
Samuel Riva for Jean Paul Gaultier
© Helmut Oberlander (born 15 February 1924) is a former Canadian citizen who was a member of the Einsatzgruppen death squads of Nazi Germany in the occupied Soviet Union during World War II. Oberlander is on the Simon Wiesenthal Center’s list of most wanted Nazi war criminals
© Gerhard “Gerd” Barkhorn (20 March 1919 – 8 January 1983) was the second most successful fighter ace of all time after fellow Luftwaffe pilot Erich Hartmann, the two people to ever exceed 300 confirmed victories
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from Nazi Marine
amazing nazi boy soldier beautiful handsome
Kriegsmarine
nazi blonde gay soldier marine beautiful handsome nice
Kriegsmarine
© SS Untersturmführer Havvo Lübbe 1942

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Nazism and Beauty, two pictures

Sono a Berlino per lavoro, visitando il bellissimo museo di arte moderna “Berlinischegalerie” sono stato colpito da due immagini del 1940 che ritraggono rispettivamente una bambina e un giovane uomo.

I due soggetti ritornano improvvisamente ad essere in vita, raccontando attraverso gli scatti qualcosa che in modo indelebile ha segnato le loro esistenze congiungendole al presente e proiettandole al futuro.

Sono cittadini di Berlino, biondi, esteticamente appaiono perfetti, volti dai lineamenti carezzevoli, corpo maschile vigoroso e sensuale.La fanciulla appare triste, lo sguardo gioioso di bambina fissa il vuoto di un orizzonte buio. Il naso all’insù si scontra con la geometria di un sorriso spezzato, le labbra scendono verso il basso a descrivere un’allegria infranta, presagendo un declino sconfinato.

Una pericolosa vertigo stringe e risucchia l’intera esistenza di un popolo scaraventando sciagurati esseri nella più tetra delle storie da ricordare.

La ricerca della perfezione estetica volta alla supremazia della razza ariana emerge da queste due immagini con prepotenza, il culto del corpo e la celebrazione dei tratti somatici seducono lo sguardo e atterriscono l’animo.

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I’m in Berlin for business, visiting the beautiful museum of modern art “Berlinische Galerie” I was impressionated by two 1940’s images portraying a little girl and a beautiful boy, boths are from Berlin, blonds, appearing aesthetically perfect, faces are amazing, male body vigorous and sexy. The beautiful girl looks sad, joyous eyes of child looks at a creepy horizon, without lights. The research for aesthetic perfection and for the supremacy of the Aryan race emerges from these two images with arrogance, the cult of the body and the celebration of somatic seduce the eye and terrify the soul.

 

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History of Sex Dolls

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Spingersi oltre, ma tornare anche indietro. Rifiutare un approccio comune per dar sfogo a un “Io” diviso tra pulsione feticistica e rifiuto dei rapporti sociali. Tutto questo prende forma, e vita, nella Bambola Sessuale, che ha una storia assai antica. Da disegni e scritti si evince per certo il loro utilizzo sin dal ‘500, rapportabile a una speciale forma di parafilia detta “pigmalionismo”, consistente nel provare piacere durante il compimento di  un atto sessuale con una statua o una rappresentazione plastica del corpo umano.

Il nome che identifica questo tipo di disturbo psicosessuale trae la propria origine dalla figura mitica di Pigmalione. Il re di Cipro infatti si innamorò perdutamente di una statua da lui stesso creata, e ottene da Afrodite che la scultura fosse trasformata in donna vivente che poi sposò.

A differenza di quanto avviene con i più comuni “giocattoli sessuali”, in uso da uomini e donne anche nel Medio Evo, nel pigmalionismo la bambola è un feticcio che si sostituisce interamente all’essere umano, e l’appagamento giunge solo nel caso in cui sussistano determinate condizioni quali appunto l’inumanità, descrivendo quindi un processo psicologico molto più complesso. Scompare l’animus del rapporto e lo scambio da esso derivante, sostituito da un Super-Io che è paradossalmente anche l’esplicita affermazione di un ego svilito e incapace, annoiato, individualista.

Col trascorrere del tempo questi strumenti del piacere furono perfezionati e realizzati in  stoffa imbottita di lana, sovente al capo erano cuciti capelli veri, sul volto dipinti occhi, naso e bocca. Chiamate “dames de voyage” accompagnavano gli uomini che per varie ragioni erano costretti a vivere lontano dal gentil sesso.

Curioso quanto avvenne durante la seconda guerra mondiale, quando i soldati tedeschi avrebbero dovuto avere a propria disposizione bambole gonfiabili da poter riporre comodamente nello zaino dopo l’utilizzo. Il progetto non fu mai realizzato. Si dovrà attendere la seconda metà del ‘900 per assistere a una capillare ed efficace diffusione di bambole gonfiabili realizzate in lattice. Bionde, brune, rosse, oggi il loro aspetto umanoide sfida la perfezione, amate dai collezionisti trovano spazio nei musei, ma il loro posto preferito resta sempre nel segreto di una stanza, per un amore di plastica.

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Go further, but also return back. Reject a common approach to give vent to an “I” dividedbetween fetishistic drive and rejection of social relationships. All this takes shape, and life, in the Sex Doll, which has a very ancient history. From drawings and writings it is clear that they have been used since the 16th century, related to a special form of paraphilia called “pigmalionism”, consisting in feeling pleasure during the fulfillment of a sexual act with a statue or a plastic representation of the human body.

The name that identifies this type of psychosexual disorder derives its origin from the mythical figure of Pygmalion. The king of Cyprus in fact fell madly in love with a statue he had created, and he got from Aphrodite that the sculpture was transformed into a living woman who he later married.

Unlike what happens with the most common “sex toys”, in use by men and women even in the Middle Ages, in the pigmalionism the doll is a fetish that replaces entirely  the human bodies, and the fulfillment comes only in the case in which certain conditions exist such as inhumanity, thus describing a much more complex psychological process. Disappear the animus of the relationship and the exchange deriving from it, replaced by a superego that is also paradoxically the explicit affirmation of a debased and incapable, bored, individualistic ego.

With the passing of time these instruments of pleasure were perfected and made of woolen stuffed fabric, often the head was sewn real hair, on the face painted eyes, nose and mouth. Called “dames de voyage” accompanied the men who for various reasons were forced to live far from the fair sex.

Curious what happened during the Second World War, when German soldiers would have to have at their disposal inflatable dolls to be easily stored in the backpack after use. The project was never realized. We will have to wait for the second half of the 20th century to witness a capillary and effective diffusion of inflatable dolls made in latex. Blondes, brunettes, reds, today their humanoid appearance challenges perfection, loved by collectors find space in museums, but their favorite place always remains in the secret of a room, for a plastic love.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

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Sculpted doll. 1505 ca

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Late ‘800s – early ‘900s ca – A gentleman wearing a costume embraces a mannequin

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Inflatable Doll ad from 60s

inflatable doll
Late 60s Inflatable Doll ad

Woody with a blow up doll 1972 ca
Woody Allen. 1972 ca

inflatable doll now
A modern sex doll…it can cost up to £11,700

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Miley Cyrus performing live with a male Sex Doll

installation view of Sex Dolls, 2011, at Serpentine Gallery, London, 2013
Sturtevant. Sex Dolls, 2011; installation view, Sturtevant: Leaps Jumps and Bumps, 2013; Courtesy Serpentine Gallery, London. Photo: Jerry Hardman-Jones

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