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Luciano Lapadula @ Festa del Libro

Domani 25 settembre 2020, sarò ospite della Festa del Libro per la sua XVI edizione, un festival culturale promosso dall’Associazione Presidi del Libro, che attraversa 55 città italiane. Racconterò di stili di vita e mode del passato, e di come queste abbiano contribuito a costruire quel che siamo e ciò che saremo. Il Maestro Stefania Gianfrancesco dal Circolo Beethoven di Bari, interpreta il mio testo “Ragazza 1918” già pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno durante la quarantena a marzo 2020, arricchito dalle illustrazioni realizzate a mano da Vito Antonio Lerario. Parlerò inoltre, con Marina Losappio, di cinema e moda, partendo dal mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” edizioni Progedit. Si ringrazia per l’evento la Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. L’evento è stato pubblicato – tra gli altri – da La Gazzetta del Mezzogiorno del 24 settembre 2020.

Tomorrow 25 September 2020, I will be a guest of the “Festa del Libro” – Book Festival – for its 16th edition, a cultural festival promoted by the Presidi del Libro Association, which crosses 55 Italian cities. I will talk about lifestyles and fashions of the past, and how these have contributed to building who we are and what we will be. Maestro Stefania Gianfrancesco from the Beethoven Circle of Bari, interprets my text “Ragazza 1918” – Girl 1918- already published in La Gazzetta del Mezzogiorno during the quarantine in March 2020, enriched by illustrations made by hand by Vito Antonio Lerario. I will also talk, with Marina Losappio, about cinema and fashion, starting from my book “the Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume” Progedit editions. Thanks for the event Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.

Vito Antonio Lerario illustration from “Ragazza 1918” a text by Luciano Lapadula
Rehearsal reading together with Stefania Gianfrancesco on my text “Ragazza 1918” – Girl 1918

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“Io e la Mia Matita”. Il di-segno di un’Artista

L’Artista Paola Lomuscio

È un segno che si trasforma in disegno. Un insieme di illustrazioni che descrivono con dei tratti precisi e inediti, luoghi, persone, sentimenti e atmosfere. È il libro “Io e la Mia Matita”, realizzato da Paola Lomuscio, giovane artista nata a Bari e residente ad Andria. Una raccolta di opere realizzate con una tecnica essenziale e connotata da un fortissimo coinvolgimento emozionale e visivo.

La matita per Paola perde la usuale valenza grafitica per trasformarsi essa stessa in magistrale strumento decorativo. Disegna palazzi storici e volti noti, spostandosi dall’architettura alla musica e alla moda. Spicca tra i tanti, un bellissimo ritratto di David Bowie, esposto per due edizioni (2015-’16 e e 2016-’17) nella mostra omaggio all’artista “Black Stardust” presso la galleria SpazioCima di Roma. Una stampa fotografica del suo ritratto di Bruce Spingsteen è entrata a far parte della collezione permanente “The friends of Bruce Springsteen Special Collection” presso la Monmouth University del New Jersey. Ho avuto il piacere di leggere questi disegni, e di rivolgere alla giovane Paola 10 domande che riporto qui per voi.

  1. Da Andria a importanti gallerie internazionali grazie alle tue creazioni artistiche che rivisitano – ricordandoli – personaggi e brand iconici dal mondo della musica a quello della moda. Come hai mosso i primi passi per far conoscere a gallerie internazionali i tuoi ritratti?

Internet, è una finestra sul mondo. Dove affacciandoti, noti luoghi e paesaggi lontani. Che grazie ad un click, puoi raggiungerli. Grazie a questa finestra multimediale, ho mostrato e esposto i miei disegni.

2. “Io e la mia matita”, una storia di amicizia. Quando è nata? E quanta forza nel perseguire in questo cammino nonostante le difficoltà economiche legate al mondo dell’arte?

Ogni bambina, ha il suo giocattolo preferito. Il mio era la matita. Ho imparato a disegnare, scarabocchiando i miei idoli e personaggi preferiti. Che tutt’ora amo…Minnie e Topolino.

3. Per lavoro sono costantemente attento al mondo della moda e dell’arte attraverso i tuoi disegni emerge un modo innovativo, raffinato, intelligente di reinventare archetipi del costume che spaziano indifferentemente da una Borsa Chanel a un Bob in stile Sassoon. Esplori con maestria pezzi iconici appartenenti a brand molto diversi per Mood tra loro, accomunandoli con uno stile personalissimo. Quale preferisci tra i grandi marchi che hai esaminato? E quale tra gli stili estetici?

La moda, è un campo che mi ispira moltissimo.      Moda e Arte, come il bianco e il nero. Due colori contrasti ma molto simili tra di loro. Si combaciano perfettamente con i miei disegni. Colori predominanti nella moda e nello stile di Giorgio Armani. Che tra l’altro ho scelto personalmente come retro copertina del mio secondo libro. Colori che potete notare nel ritratto che ho realizzato e dedicato a Re Giorgio.

4. Non solo moda, ma modi di vivere, arredamento, paesaggi e storia. Da una sedia Kartell si passa ad architetture storiche come quella di Castel del Monte, luogo iconico della tua terra. E poi cattedrali romaniche, torri storiche e faraglioni. Cosa ti colpisce in un luogo, al punto da spingerti a ritrarlo?

Ogni città ha il suo punto di forza, la sua caratteristica e il suo monumento, che si differenzia rispetto alle altre. Ho cercato di ritrarre, con personalità e semplicità ogni singolo luogo. Caratterizzando ogni monumento con le mie matite.

5. Un lavoro che è precisione manuale. Tratti essenziali in bianco e nero sono completati da matite che nelle loro diverse altezze e dimensioni costruiscono il segno. Sei tu che le temperi e le modifichi? Come scegli quali linee utilizzare attraverso le matite per rendere immediata l’identificazione dell’oggetto ritratto?

Uno scrigno pieno di tesori, è il mio borsellino…Dove conservo, ogni singola matita. Dalla più piccola alla più grande. Temperate con cura dalle mie mani.

6. I Ritratti. Esiste un filo conduttore che lega personaggi quali Ennio Morricone a David Bowie e Alessandro Borghese?

L’ispirazione, è l’unico filo conduttore che unisce tutti i miei disegni.

7. Mi pare di capire che tu sia sedotta da luoghi, spazi, identità che non sono – solo – abiti ma rappresentazioni di epoche, stili di essere, che descrivi in maniera minimale ed efficace. C’è un luogo in cui un musicista si sta esprimendo. Quale luogo, quale musicista e cosa indosserebbe secondo te?

Amo la musica rock. E i musicisti rock, amano esprimersi in totale libertà. Dalle canzoni all’abito. Ogni artista, dovrebbe indossare la libertà.

8. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho tanti progetti, idee e sogni ancora da realizzare. Cercherò di non chiudere il cassetto dei sogni. Ma  spolverarlo sempre e ogni giorno. Con impegno, tenacia e determinazione.

9. Come l’arte può riempire il vuoto della decadenza contemporanea?

Ogni persona dovrebbe cogliere l’arte anche nelle piccole cose quotidiane e meravigliarsi ogni giorno del bello. Come semplicemente, guardare il cielo e notare il colore limpido. O ammirare tutte le sfumature dei fiori. Come se fossero acquerelli.

10. Descrivi in breve la tua migliore amica, sappiamo che ha un’anima in grafite.

Piccola, fragile, sensibile, tenera, coccolona e con un cuore grande

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Alcune immagini tratte dalla raccolta:

Bari – La Cattedrale di San Nicola
Scarpa Inspired by Converse
Io e la Mia Matita front Cover
Giorgio Armani on the back cover of “Io e la Mia Matita”
Paola Lomuscio
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90s Make-Up: the guide. Pt 1

The Lux on 90s Make-Up

«Com’era il trucco negli anni ’90?» Una domanda che il mio pubblico di follower, studenti e professionisti mi rivolge spesso. A differenza dei decenni precedenti infatti, caratterizzati proprio da trucco e acconciature ben definibili e strong, nei 90s gli estremismi paiono svanire in favore di un volto in linea con il minimalismo, circondato da una semplice riga al centro. Vedremo nelle immagini che ho raccolto per voi, come nel 1990 e 1991 si assista a revival di stili primi ’60, per poi dal 1992 evolversi attraverso il Grunge. Ci sono tuttavia dei punti fermi a cui impossibile sottrarsi per realizzare un make-up perfettamente primi 90s:

1: Volto chiaro, chiarissimo, opacizzato dalla cipria.

2: Labbra – in contrasto col pallore – ingrandite da rossetti Mat di colori scuri, estremamente usato il color mattone, il bordeaux, il vinaccia, in alcuni casi anche il rosso e il nero, per un look creepy – neo goth.

3: Blush, poco, utile ad accendere le guance, che spesso erano rosa dall’effetto naturale, come accese dal freddo. Nell’estate del 1993 fu di moda il rosso corallo nelle sue sfumature, alternato al “deserto rosa”, con toni ambrati, sfumature sabbia, argilla, polveri avorio rosé.

4: Occhi intensi e languidi con ombretti sfumati, molto leggeri, nei toni dell’arancio, del bordeaux, del viola, per uno sguardo perduto e malaticcio da bad girl, evidenziato da un sottile rigo di eyeliner in stile anni ’60.

5: Sopracciglia sottili, molto sottili, in casi più estremi anche del tutto depilate.

Nel complesso gli anni ’90 hanno racchiuso nella loro estetica, un insieme di novità provenienti da culture ed epoche diverse, segnando il trionfo del Vintage. Era assai alla moda il revival relativo al periodo fine anni ’60 primi anni ’70. A partire dal 1992 il cambiamento sociale venne interpretato dalla moda attraverso la creazione di abiti e look essenziali, acconciature semplici, e volti dal trucco minimal chic, il make-up fu di ispirazione agli anni ’20. Fu proprio nel 1992 che dal mondo musicale di Seattle giunse il Grunge, diffondendo lo stile estetico di band come i Sonich Youth e i Nirvana sulle passerelle. Icone della musica e del cinema, come Curtney Love e Drew Barrymore, comparivano in tv e sui magazine indossando quello stile che pareva provenire da una dimensione notturna e da un tempo lontano. Nel 1993 il revival dello stile anni ’70 crebbe, anche grazie al look di Madonna (vedi articolo cliccando qui) che nel suo video “Deeper and Deeper” ripropose con successo una splendida estetica “Disco”. Intanto insieme ad attrici e cantanti il fashion system e la cultura pop celebravano nuove eroine: supermodelle dai volti straordinari, testimonial contese dagli stilisti ed emulate dal pubblico di tutto il mondo, anche nel trucco. Di seguito una serie di immagini che ripercorrono gli anni ’90, l’edonismo che ha caratterizzato questo decennio è visibile sui volti, il trucco è un segno, e si vede. Nel mio prossimo articolo la storia del Make-Up dal 1994 al 1999.

Chi vuole approfondire tematiche riguardanti aspetti insoliti della storia della moda può leggere il mio libro, il link al termine di questo articolo.

Luciano Lapadula

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“What was the makeup like in the 90s?” A question that my audience of followers, students and professionals often asks me. Unlike previous decades, in fact, characterized precisely by make-up and hairstyles well defined and strong, in the 90s the extremisms seem to fade in favor of a face in line with minimalism, surrounded by a simple middle part. We will see in the images that I have collected for you, how in the 1990s and 1991 there was a revival of early 60s styles, and then from 1992 everything evolved through Grunge. However, there are some fixed points that it is impossible to avoid in order to create a perfectly early 90s make-up:

1: Face clear, very clear, opacified by face powder.

2: Lips – in contrast to the pallor – enlarged by Mat lipsticks of dark colors, brick, burgundy, marc, in some cases even red and black, for a creepy – neo goth look.

3: Blush, little, useful for lighting the cheeks, which were often pink with a natural effect, as if lit by the cold. In the summer of 1993, coral red was fashionable in its shades, alternating with the “pink desert”, with amber tones, shades of sand, clay, ivory and rosé powders.

4: Intense and languid eyes with shaded, very light eyeshadows in shades of orange, burgundy, purple, for a lost and sickly bad girl look, highlighted by a thin line of 60s-style eyeliner .

5: Thin eyebrows, very thin, in more extreme cases even completely depilated.

Overall, the 90s enclosed in their aesthetics a set of novelties from different cultures, marking the triumph of Vintage. The revival for the late 60s and early 70s was very fashionable. Starting in 1992, social change was interpreted by fashion through the creation of essential clothes and looks, simple hairstyles, and faces with minimal chic makeup that was inspired by the 1920s. It was in 1992 that Grunge came from the musical world of Seattle, spreading the aesthetic style of bands like Sonich Youth and Nirvana on the catwalks. Music and cinema icons, such as Curtney Love and Drew Barrymore, appeared on TV and in magazines wearing that style that seemed to come from a nocturnal dimension and from a distant time. In 1993 the revival of the 70s style grew, also thanks to Madonna’s look (see article here) who in her video “Deeper and Deeper” successfully reproduced a splendid “Disco” aesthetic. Meanwhile, together with actresses and singers, the fashion system and pop culture celebrated new heroines: supermodels with extraordinary faces, testimonials contested by stylists and emulated by audiences all over the world, even in make-up. Below is a series of images that retrace the 90s, the hedonism that characterized this decade is visible on the faces, makeup is a sign, and it shows. In my next article I will write about Make-Up in fashion history from 1994 to 1999. Anyone who wants to learn more about unusual aspects of the history of fashion can read my book, the link at the end of this article. Stay tuned and Follow me.

Luciano Lapadula

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From my press archive, a beautiful image signed by Giorgio Armani for his “Woman of the 90s”, which seems to come from the 1920s. Hair Oribe for Oribe at Parachute Hair. Makeup Rumiko for Suga Salon Nyc
Iceberg from Vogue Italia feb 1990. The model wears a strong make-up, in line with her rock look. The hairstyle is typical of 1990
Thin hair and gull wing eyebrows for Linda Evangelista. Vogue February 1990
Supermodel Linda Evangelista in Dolce & Gabbana on Vogue Italia Aug 1990. Linda’s make-up takes up the late New Look. Sophisticated and elegant, still a little Pin-Up
Madonna from a service dedicated to her by Herb Ritts on Vogue August 1990. The singer plays with a look and pose from the past, presents herself with thick eyebrows, an aspect that will radically change the following year. Read my post on Madonna and Marlene Dietrich here
Yasmeen Ghauri Vogue Italia Feb 1991 modeling Gianmarco Venturi ph by Walter Chin. The exotic beauty of the supermodel is highlighted by a warm and still rather strong make-up, in line with the fashion of 1991. It will change the following year
A pin-up eyeliner for Yaseen Ghauri in Valentino, on Vogue Italia February 1991
Countless and quick changes of look for supermodels. On Vogue Italia August 1991 Linda Evangelista wears a Make-Up that makes us remember Sophia Loren
Sherilyn Fenn, the iconic Twin Peaks actress, makes vintage 50s-style make-up the strong point for her splendid image. Steven Meisel for Dolce & Gabbana on Vogue Italia August 1991
1992. GRUNGE is a Fashion tred. Supertop Naomi Campbell and Kristen McMenamy with “Nirvana” t-shirt Ph Steven Meisel on Vogue Us “Grunge and Glory”
Yasmeen Ghauri for Gaetano Navarra on Vogue Italy October 1992. The supermodel appears a year later with a Make-Up that is completely different from the previous one
Kate Moss arond 1992
One of the most iconic photographic shots of the 90s. Kate Moss together with Nadja Auermann wrapped in ostrich feather boas with a smokey eyes make-up, thin, languid and ethereal eyebrows evoke the atmosphere of the late 20s and early 30s (but 70s too). Dolce & Gabbana on Vogue Italy October 1992
Naomi Campbell for Anna Molinari Blumarine on Vogue Italy October 1992. 70s inspired Make-Up and Hairstyle
A minimal and bright make-up, shiny and flesh-colored lips, wet hair. Linda Evangelista sensual for Valentino Pelle on Vogue Italia October 1992
Always Linda Evangelista, this time haughty in her look that seems to come from the 60s. Very elegant and superb in Gianfranco Ferré on Vogue Italia October 1992. Ph Steven Meisel
Chanel ad. Model Christy Turlington, from Vogue Italia Dec 1992
Kristen McMenamy: an essential make-up that enhances the strong and intense features of the supermodel. Vogue Italia Dec 1992
Carla Bruni Make-Up on Vogue Italia December 1992
Christy Turlington in the early 90s poses for a photo shoot dedicated to Make-Up
Eva Herzigová, one of the most iconic face of 90s (and ever). Vogue Italia January 1993
Madonna Make-Up in 1993 c: No eyewbrows fro a 70s mood. Vintage was popular during 90s, thanks to Madonna too. Read my post on Madonna and Marlene Dietrich here
Carla Bruni wears a make-up suitable for the evening, the magazine says: very clear 60s style mouth
Supertop Helena Christensen on Vogue Italia Jan 1993
Stephanie Seymour, she wears a smokey eyes make-up that revisits the 60s style. Vogue Italia January 1993
Curly Middle Part for the beautiful top model Claudia Schiffer, 1993
Linda Evangelista. Oh yes this is very 90s
Kate Moss wears a Make-Up in perfect 90s style, which enhances the beauty of the face without hiding it
Still Kate Moss in 1993 with her special Make-Up, trend of the ’93 autumn: Romantic Glow. Ph Guy Marineau
Light shades and brick lipstick for an iconic make-up on an iconic supermodel: Eva Herzigová for Giorgio Grati. She adopted a Marilyn Monroe style. Vogue Italia October 1993
Very clear faces, 20s style thin eyebrows and middle part. This is the 90s face
Vogue Italia December 1993. The lightheartedness of that time on the faces of the models.
See you on my next article about make-up from ’94 to ’99.

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Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa

Moda Sotto le Bombe – Ph Emilio Badolati

26 gennaio 2020: torna in scena MODA SOTTO LE BOMBE – La Giornata di Teresa. Spettacolo teatrale scritto da me, e diretto insieme a Vito Antonio Lerario. Si rievocano all’interno dello storico e suggestivo Palazzo Anmig – Casa del Mutilato di Bari, gli anni bui del secondo conflitto mondiale. Rivivono storie perdute, grazie alla drammaturgia che ho scritto basandomi anche su lunghe interviste realizzate negli anni a donne e uomini vissuti in quel tempo. Rivivono identità, anche grazie ai costumi: tutti autentici , datati 1939 – 1945, e provenienti dai territori occupati dai nazisti. Parte del mio archivio, questi abiti esibiscono tutti i terribili segni del proprio tempo: macchie – anche di sangue, rammendi e strappi, tasche nascoste, colli laceri. Rosemary Nicassio è Teresa che nel giorno del suo matrimonio, racconta uno spaccato italiano da quel tempo fosco. Il suo alter ego è Anna, che rivive grazie a Barbara De Palma. E compaiono poi in scena visioni che si alternano sotto le luci di Melody Service. I suoni intensi, suonati al piano Maestro Stefania Gianfrancesco, accompagnano struggenti interpretazioni. Make-Up a cura di Nouvelle Esthétique Académie, Bari. Domenica 26 gennaio è la terza data per questo spettacolo che ha riscosso notevole successo e Sold Out per ogni appuntamento . Seguiranno date e tournée. Foto di Emilio Badolati.

Ilenia Terrevoli – Backstage from theathral show Moda Sotto le Bombe. Ph Emilio Badolati
Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa
Angelica Peragine: Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa Ph Emilio Badolati

Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa. Cast. Foto Emilio Badolati

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Some copies from past – Spring Summer 2020

Spring Summer 2020. Guardando le sfilate mi sono accorto di dettagli che spaziano dal trucco alle calzature. Dettagli che sono spesso brutte copie di cose passati. Spesso in molti dimenticano le mode trascorse, così giornalisti e pubblico pensano si tratti di elementi frutto di creatività e innovazione. Vediamone alcuni.

Spring Summer 2020. Looking at the fashion shows I noticed details ranging from make-up to footwear. Details that are often bad copies of past things. Often many people forget the fashions passed, so journalists and the public think that these elements are that are the result of creativity and innovation. Sometimes, often, it is better the original. Let’s see three of them.

Style should celebrate individuality through the Twiggy’s make-up of the 60s, with the intention of emphasis the look, asserts Gucci Beauty. We are at Milan Fashion Week
and the models come on stage with bleach eyebrows covered with thick and dark artificial eyelashes. I personally believe that sometimes it would be better just copying from the past, avoiding slipping in a result lacking in sense, research. What do you think? In my comparison, on the left Gucci (ph Vogue Italia), in the right Twiggy in the 60s.

In my comparison Sharon Tate 1968 vs Mugler at his Paris Fashion Week SS 2020.
The unkempt eyebrows and fixed towards the other are not new. Ps: not even the eyeliner line is new, Chanel had already done it.

Pierre Cardin sequin gown, 1965 and Pierre Balmain on runway in Milan, 27/09/2019 for his ss 2020, ph Vogue Italia. Different dresses, same mood.

Yves Saint Laurent Rive Gauche 1976-77 and Celine prêt-à-porter ss 2020

Boots with a particular design, which have the heel taken from the red “Delman” shoes, preserved at the Met Museum and dated 1937 – 1939. The upper part is instead a mix between the cuissardes of Roger Vivier, 1967, and the creations of André Courreges, in the photo year 1970.

A little curiosity, which has nothing to do with the above. In June I made two sketches for a project, revisiting some constriction shirts for the characters, based on their oppressed identities. What a surprise yesterday, to see that Gucci developed the same concept. On the left, my figures on the right, the images of Vogue Italia from Spring Summer 2020

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Barbara La Marr: Heroin & Death in Old Hollywood

Barbara La Marr, young actress addicted to morphine and heroin

«Il via alla moda dell’autodistruzione 
era stato dato qualche anno prima
da Barbara La Marr, 
attrice soprannominata “la troppo bella”, 
consegnata alla storia per esser stata 
la prima morta di overdose da eroina: era il 1926.

Barbara conobbe tutti i tipi di droga, 
conservava la cocaina in un prezioso cofanetto in oro.

Volto struggente, fascino maledetto e distruttivo 
e occhi allucinati furono il dettaglio 
che caratterizzò quella perduta bellezza.»

Dal mio libro

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“IL MACABRO E IL GROTTESCO NELLA MODA E NEL COSTUME”

«The fashionable way of self-destruction had been given a few years earlier, however, by Barbara La Marr, an actress nicknamed “the girl who was too beautiful”, consigned to history for having been the first death of a heroin overdose: it was 1926.

Barbara knew everyone the types of drugs, he kept cocaine in a precious gold casket.

A poignant face, damned and destructive charm and hallucinated eyes were the details that characterized that lost beauty.»

From my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

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Ready to Wear from Thierry Mugler ss 1992.

If the concept of “Ready to Wear” approaches “Ready Made”, to the surreal, to the world of art in its many facets. Thierry Mugler spring summer 1992. Supermodels Niki Taylor, Yasmeen Ghauri and Naomi Campbell. The three amazing and different types of beauties of the supermodels create a unique aesthetic picture of its kind. Unrepeatable today. Iconic moments for a style that ironizes on the past, on the present and on the future…on fashion, on the wearability of a dress, on its opulent aesthetics.

Niki Taylor
Yasmeen Ghauri
Yasmeen Ghauri

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An Actress, a Prince, a car crash

«Nell’estate del 1931 il principe più bello d’Europa, Umberto II di Savoia, fu oggetto di scandalose cronache che raccontavano di un presunto idillio tra il giovane, che si era sposato solo diciotto mesi prima, e la bellissima attrice hollywoodiana Jeanette MacDonald, giunta in Riviera per una vacanza. Il giorno in cui si sarebbe dovuta separare da Umberto, lei era seduta in macchina e lui era alla guida, l’automobile slittò sull’asfalto bagnato facendo sbalzare fuori dall’abitacolo i due. Il volto dell’attrice ne rimase sfigurato, per ricucirle il cuoio capelluto i chirurghi dovettero raderle la bionda chioma. Disperata Jeanette si fece aiutare dal banchiere Maurice Garfunkel che la affidò ai migliori specialisti di New York. La diva sfigurata fu restituita prontamente a Hollywood grazie a un abile intervento di chirurgia plastica.»

Tratto dal mio libro “Il Macabo e il Grottesco nella Moda e nel Costume“.

Storie incredibili, aneddoti e curiosità, info e shop al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

«In the summer of 1931 the most beautiful prince of Europe, Umberto II of Savoy, was the object of scandalous chronicles that told of an alleged idyll between the young man, who had married only eighteen months before, and the beautiful Hollywood actress Jeanette MacDonald, come to the Riviera for holydays. The day she was supposed to leave Umberto, she was sitting in the car and he was driving, the car skidded on the wet asphalt, knocking the two out of the cockpit. The actress’s face was disfigured, and to round her scalp the surgeons had to shave her blonde hair. Desperate, Jeanette was helped by the banker Maurice Garfunkel who entrusted her to the best specialists in New York. The disfigured diva was promptly returned to Hollywood thanks to a skilful plastic surgery.»

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Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952
Jeanne Lanvin
Marcelle Dormoy

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Elisabeth Vigée Le Brun: when art meets fashion

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Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842) è senza dubbio la più significativa artista donna nella Francia del Rococò. Emancipata, dotata di una raffinata bellezza e di un talento straordinario, ha ritratto personaggi illustri e alla moda durante il regno di Maria Antonietta proseguendo nel periodo Neoclassico. Ho selezionato alcune sue opere analizzando dettagli che raccontano stili e tendenze sorprendenti.

Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842) is undoubtedly the most significant female artist in Rococo France. Emancipated, endowed with a refined beauty and an extraordinary talent, she portrayed illustrious and fashionable characters during the reign of Marie Antoinette, continuing in that Neoclassical period that is very present in the artist’s canvases. I have selected some of her works by analyzing amazing details.

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Marie-Antoinette en grand habit de cour - 1778 - Elisabeth Louis
Marie-Antoinette en grand habit de cour 1778 Elisabeth Louise Vigée

Marie-Antoinette en grand habit de cour - 1778 - Elisabeth Louise Vigée baroque

1794 Aglae de Gramont, née de Polignac, duchesse de Guiche by Louise Élisabeth Vigée-Lebrun
Élisabeth Vigée Le Brun, La duchesse de Guise, 1794

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Élisabeth Louise Vigée Le Brun, Gabrielle Yolande Claude Martine de Polastron, duchesse de Polignac, 1782
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La Baronne de Crussol, 1785 Elisabeth Louise Vigee-Le brun

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Elisabeth Louise Vigee Lebrun And Her Daughter 1789
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Portrait of Count Grigory Chernyshev with a Mask in His Hand 1793
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