Pubblicato il Lascia un commento

Luciano Lapadula @ Festa del Libro

Domani 25 settembre 2020, sarò ospite della Festa del Libro per la sua XVI edizione, un festival culturale promosso dall’Associazione Presidi del Libro, che attraversa 55 città italiane. Racconterò di stili di vita e mode del passato, e di come queste abbiano contribuito a costruire quel che siamo e ciò che saremo. Il Maestro Stefania Gianfrancesco dal Circolo Beethoven di Bari, interpreta il mio testo “Ragazza 1918” già pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno durante la quarantena a marzo 2020, arricchito dalle illustrazioni realizzate a mano da Vito Antonio Lerario. Parlerò inoltre, con Marina Losappio, di cinema e moda, partendo dal mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” edizioni Progedit. Si ringrazia per l’evento la Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. L’evento è stato pubblicato – tra gli altri – da La Gazzetta del Mezzogiorno del 24 settembre 2020.

Tomorrow 25 September 2020, I will be a guest of the “Festa del Libro” – Book Festival – for its 16th edition, a cultural festival promoted by the Presidi del Libro Association, which crosses 55 Italian cities. I will talk about lifestyles and fashions of the past, and how these have contributed to building who we are and what we will be. Maestro Stefania Gianfrancesco from the Beethoven Circle of Bari, interprets my text “Ragazza 1918” – Girl 1918- already published in La Gazzetta del Mezzogiorno during the quarantine in March 2020, enriched by illustrations made by hand by Vito Antonio Lerario. I will also talk, with Marina Losappio, about cinema and fashion, starting from my book “the Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume” Progedit editions. Thanks for the event Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.

Vito Antonio Lerario illustration from “Ragazza 1918” a text by Luciano Lapadula
Rehearsal reading together with Stefania Gianfrancesco on my text “Ragazza 1918” – Girl 1918

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”. Click on the pic for info.

Follow my Blog: https://theluxon.com

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Pubblicato il Lascia un commento

“Io e la Mia Matita”. Il di-segno di un’Artista

L’Artista Paola Lomuscio

È un segno che si trasforma in disegno. Un insieme di illustrazioni che descrivono con dei tratti precisi e inediti, luoghi, persone, sentimenti e atmosfere. È il libro “Io e la Mia Matita”, realizzato da Paola Lomuscio, giovane artista nata a Bari e residente ad Andria. Una raccolta di opere realizzate con una tecnica essenziale e connotata da un fortissimo coinvolgimento emozionale e visivo.

La matita per Paola perde la usuale valenza grafitica per trasformarsi essa stessa in magistrale strumento decorativo. Disegna palazzi storici e volti noti, spostandosi dall’architettura alla musica e alla moda. Spicca tra i tanti, un bellissimo ritratto di David Bowie, esposto per due edizioni (2015-’16 e e 2016-’17) nella mostra omaggio all’artista “Black Stardust” presso la galleria SpazioCima di Roma. Una stampa fotografica del suo ritratto di Bruce Spingsteen è entrata a far parte della collezione permanente “The friends of Bruce Springsteen Special Collection” presso la Monmouth University del New Jersey. Ho avuto il piacere di leggere questi disegni, e di rivolgere alla giovane Paola 10 domande che riporto qui per voi.

  1. Da Andria a importanti gallerie internazionali grazie alle tue creazioni artistiche che rivisitano – ricordandoli – personaggi e brand iconici dal mondo della musica a quello della moda. Come hai mosso i primi passi per far conoscere a gallerie internazionali i tuoi ritratti?

Internet, è una finestra sul mondo. Dove affacciandoti, noti luoghi e paesaggi lontani. Che grazie ad un click, puoi raggiungerli. Grazie a questa finestra multimediale, ho mostrato e esposto i miei disegni.

2. “Io e la mia matita”, una storia di amicizia. Quando è nata? E quanta forza nel perseguire in questo cammino nonostante le difficoltà economiche legate al mondo dell’arte?

Ogni bambina, ha il suo giocattolo preferito. Il mio era la matita. Ho imparato a disegnare, scarabocchiando i miei idoli e personaggi preferiti. Che tutt’ora amo…Minnie e Topolino.

3. Per lavoro sono costantemente attento al mondo della moda e dell’arte attraverso i tuoi disegni emerge un modo innovativo, raffinato, intelligente di reinventare archetipi del costume che spaziano indifferentemente da una Borsa Chanel a un Bob in stile Sassoon. Esplori con maestria pezzi iconici appartenenti a brand molto diversi per Mood tra loro, accomunandoli con uno stile personalissimo. Quale preferisci tra i grandi marchi che hai esaminato? E quale tra gli stili estetici?

La moda, è un campo che mi ispira moltissimo.      Moda e Arte, come il bianco e il nero. Due colori contrasti ma molto simili tra di loro. Si combaciano perfettamente con i miei disegni. Colori predominanti nella moda e nello stile di Giorgio Armani. Che tra l’altro ho scelto personalmente come retro copertina del mio secondo libro. Colori che potete notare nel ritratto che ho realizzato e dedicato a Re Giorgio.

4. Non solo moda, ma modi di vivere, arredamento, paesaggi e storia. Da una sedia Kartell si passa ad architetture storiche come quella di Castel del Monte, luogo iconico della tua terra. E poi cattedrali romaniche, torri storiche e faraglioni. Cosa ti colpisce in un luogo, al punto da spingerti a ritrarlo?

Ogni città ha il suo punto di forza, la sua caratteristica e il suo monumento, che si differenzia rispetto alle altre. Ho cercato di ritrarre, con personalità e semplicità ogni singolo luogo. Caratterizzando ogni monumento con le mie matite.

5. Un lavoro che è precisione manuale. Tratti essenziali in bianco e nero sono completati da matite che nelle loro diverse altezze e dimensioni costruiscono il segno. Sei tu che le temperi e le modifichi? Come scegli quali linee utilizzare attraverso le matite per rendere immediata l’identificazione dell’oggetto ritratto?

Uno scrigno pieno di tesori, è il mio borsellino…Dove conservo, ogni singola matita. Dalla più piccola alla più grande. Temperate con cura dalle mie mani.

6. I Ritratti. Esiste un filo conduttore che lega personaggi quali Ennio Morricone a David Bowie e Alessandro Borghese?

L’ispirazione, è l’unico filo conduttore che unisce tutti i miei disegni.

7. Mi pare di capire che tu sia sedotta da luoghi, spazi, identità che non sono – solo – abiti ma rappresentazioni di epoche, stili di essere, che descrivi in maniera minimale ed efficace. C’è un luogo in cui un musicista si sta esprimendo. Quale luogo, quale musicista e cosa indosserebbe secondo te?

Amo la musica rock. E i musicisti rock, amano esprimersi in totale libertà. Dalle canzoni all’abito. Ogni artista, dovrebbe indossare la libertà.

8. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho tanti progetti, idee e sogni ancora da realizzare. Cercherò di non chiudere il cassetto dei sogni. Ma  spolverarlo sempre e ogni giorno. Con impegno, tenacia e determinazione.

9. Come l’arte può riempire il vuoto della decadenza contemporanea?

Ogni persona dovrebbe cogliere l’arte anche nelle piccole cose quotidiane e meravigliarsi ogni giorno del bello. Come semplicemente, guardare il cielo e notare il colore limpido. O ammirare tutte le sfumature dei fiori. Come se fossero acquerelli.

10. Descrivi in breve la tua migliore amica, sappiamo che ha un’anima in grafite.

Piccola, fragile, sensibile, tenera, coccolona e con un cuore grande

“Io e la Mia Matita”: un libro d’arte. Per info e ordini:

ordini@laruotaedizioni.it

www.laruotaedizioni.it

Alcune immagini tratte dalla raccolta:

Bari – La Cattedrale di San Nicola
Scarpa Inspired by Converse
Io e la Mia Matita front Cover
Giorgio Armani on the back cover of “Io e la Mia Matita”
Paola Lomuscio
Pubblicato il Lascia un commento

90s Make-Up History pt 3: 1997 – 1999

Nei primi due post abbiamo esaminato le principali tendenze Make-Up rispettivamente ai seguenti periodi: 1990 – 1993 e 1994 – 1996. Questa volta vedremo le tendenze trucco per gli anni 1997, 1998, 1999. A differenza dei precedenti, in questi anni l’estetica risente della tensione emotiva relativa all’arrivo del nuovo secolo. Incombe un nuovo millennio che porta con sé nuovi modi di comunicare, telefonia mobile, internet, realtà cibernetiche e paura verso il futuro si fondono alla gravissima crisi economica che scaraventa la società, con il sistema moda, nel baratro. Il risultato sono immagini cupe, sofferenti. Volti bianchi, trucchi violenti, a tratti sporchi, eccessivi, neo gotici, sono abbinati a indumenti destrutturati, laceri, stropicciati, con nuove proporzioni. Dal 1997 al 1999 il sistema moda trasferisce con i propri codici estetici l’arrivo del 2000 su indumenti e corpi, il nuovo secolo spazzerà con un colpo di spugna l’edonismo degli anni ’90.

Click here for: 1990 – 1993

Click here for: 1994 – 1996

In the first two posts we have examined the main Make-Up trends respectively in the following periods: 1990 – 1993 and 1994 – 1996. This time we will see the makeup trends for the years 1997, 1998, 1999. Unlike the previous ones, in these years the aesthetics is affected by the emotional tension related to the arrival of the new century. A new millennium looms, which brings with it new ways of communicating, mobile telephony, internet, cybernetic realities and fear towards the future merge with the serious economic crisis that drives society, with the fashion system, into the abyss. The result is gloomy, suffering images. White faces, violent make-up, sometimes dirty, excessive, neo-Gothic, are combined with unstructured, tattered, wrinkled clothing with new proportions. From 1997 to 1999 the fashion system transfers the arrival of 2000 to clothing and bodies with its own aesthetic codes, the new century will sweep the hedonism of the 90s with a sponge.

Linda Evangelista in Max Mara spring summer 1997
Panda Make-Up 1997
Neo Gothic “Regard Noir” Make-Up. Year 1997
Creepy Oniric Male-Up from Vogue Italy Januaty 1997
Make-Up that re-elaborates that of the 1920s, merging it with a neo-Gothic 80s taste. This trick is still widespread during fashion shows and shoots. Karl Lagerfeld Vogue Italy January 1997
The Punk returns to the limelight in a cybernetic version. The classic make-up bandeau tends towards the future. Aldo Coppola on Vogue Italy January 1998
Color Block by Versace summer 1998. It will return to fashion exactly 20 years later, summer 2018
Rock Look Dark Look. Dolce & Gabbana summer 1998
Phylosophy by Alberta Ferretti spring summer 1998: no more smiles. ph Paolo Roversi
Ship Hat by Jean Paul Gaultier 1999. Like a modern, sad Marie Antoinette
Claudia Schiffer: the two faces of 90s. On the left 1994 ca, on the right just few years later in 1999 c. Photography by Juergen Teller
Pubblicato il Lascia un commento

Some copies from past – Spring Summer 2020

Spring Summer 2020. Guardando le sfilate mi sono accorto di dettagli che spaziano dal trucco alle calzature. Dettagli che sono spesso brutte copie di cose passati. Spesso in molti dimenticano le mode trascorse, così giornalisti e pubblico pensano si tratti di elementi frutto di creatività e innovazione. Vediamone alcuni.

Spring Summer 2020. Looking at the fashion shows I noticed details ranging from make-up to footwear. Details that are often bad copies of past things. Often many people forget the fashions passed, so journalists and the public think that these elements are that are the result of creativity and innovation. Sometimes, often, it is better the original. Let’s see three of them.

Style should celebrate individuality through the Twiggy’s make-up of the 60s, with the intention of emphasis the look, asserts Gucci Beauty. We are at Milan Fashion Week
and the models come on stage with bleach eyebrows covered with thick and dark artificial eyelashes. I personally believe that sometimes it would be better just copying from the past, avoiding slipping in a result lacking in sense, research. What do you think? In my comparison, on the left Gucci (ph Vogue Italia), in the right Twiggy in the 60s.

In my comparison Sharon Tate 1968 vs Mugler at his Paris Fashion Week SS 2020.
The unkempt eyebrows and fixed towards the other are not new. Ps: not even the eyeliner line is new, Chanel had already done it.

Pierre Cardin sequin gown, 1965 and Pierre Balmain on runway in Milan, 27/09/2019 for his ss 2020, ph Vogue Italia. Different dresses, same mood.

Yves Saint Laurent Rive Gauche 1976-77 and Celine prêt-à-porter ss 2020

Boots with a particular design, which have the heel taken from the red “Delman” shoes, preserved at the Met Museum and dated 1937 – 1939. The upper part is instead a mix between the cuissardes of Roger Vivier, 1967, and the creations of André Courreges, in the photo year 1970.

A little curiosity, which has nothing to do with the above. In June I made two sketches for a project, revisiting some constriction shirts for the characters, based on their oppressed identities. What a surprise yesterday, to see that Gucci developed the same concept. On the left, my figures on the right, the images of Vogue Italia from Spring Summer 2020

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.Shop my Book

“The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

Giant Bucket Hats: in fashion from Belle Époque to 2020

Giant Bucket Hats: in fashion from Belle Époque to 2020

Cappelli enormi, stravaganti, che agli albori dello scorso secolo facevano apparire le donne simili a colorati funghi e fiori eleganti. Questa tipologia di copricapo, dalla forma a grande casco rovesciato, ha ripreso linfa nel corso del ‘900 per tornare in auge durante questi ultimi anni. Pressoché disattesa la proposta di Louis Vuitton nella sua fall winter del 2012, il “Bucket Hat” è stato rielaborato da Marc Jacobs e Coach 1941 nella fw del 2017, per riapparire pressoché identico nella collezione Nina Ricci e Dior dell’autunno inverno 2019 – 2020. Ecco una mia accurata selezione per voi.

Giant, extravagant hats, which at the dawn of the last century made women look like colorful mushrooms and elegant flowers. This type of headgear, with a large inverted bucket shape, has taken on new life during the 1900s to come back into vogue during these last few years. Louis Vuitton’s proposal in his 2012 fall winter was almost completely dismissed, the “Bucket Hat” was reworked by Marc Jacobs and Coach 1941 in the fw of 2017, to reappear almost identical in the Nina Ricci and Dior collection of autumn winter 2019 – 2020 Here is an accurate selection I made for you.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione. Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Giant Hat trimmed in fur and Aigrettes. 1911, the beautiful model reminds me Coco Chanel.
Giant Bucket hat, year 1911
Still from Belle Epoque, a young model wearing a Giant Hat.
Louis Vuitton fall winter 2012
Louis Vuitton fall winter 2012
Louis Vuitton fall winter 2012
 Winnie Harlow for Coach 1941 fall winter 2017
Marc Jacobs fall winter 2017
Nina Ricci fall winter 2019 2020
Bucket Hat from Dior fall winter 2019 2020

Follow my Blog: https://theluxon.com

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book

“The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

CHAPEAU from 1959 to 2019

CHAPEAU from 1959 to 2019

Il mio lavoro mi porta con frequenza a riscontrare similitudini, copie e brutte copie di abiti e accessori del passato, riproposte nel contemporaneo. Uso il termine “contemporaneo” invece di “moderno” perché ritengo più innovativi gli originali delle copie. Oggi vi mostro il copricapo in pizzo a falda larga sul viso, realizzato per Valentino fall winter 2019 – 2020 e indossato in passerella da Kaia Gerber. Lo stesso design, in tessuto trasparente, fu proposto nel 1959 da Nina Ricci. La modella nelle foto sotto indossa infatti un abito con copricapo chiamato “Jeasmine” e realizzato dal designer Jules-François Crahay (1917–1988), a Belgian-born French fashion artist who worked for the fashion house from 1952 to 1963 . Più sotto una creazione di per Adolfo Sardinia per Emme, sempre dal 1959.

My work frequently leads me to find similarities, copies and bad copies of clothes and accessories of the past re-proposed in the contemporary. I use the term “contemporary” instead of “modern” because I consider the originals of the copies to be more innovative. Today I show you the wide-brimmed lace headgear on the face, created for Valentino fall winter 2019 – 2020 and worn on the catwalk by Kaia Gerber. The same design, in semi-transparent fabric, was proposed in 1959 by Nina Ricci. In fact, the model in the picture below wears a dress together with an hat, called “Jeasmine” and made by the designer Jules-François Crahay (1917–1988), Belgian-born French fashion artist who worked for the fashion house from 1952 to 1963. Last pic: a creation of Adolfo Sardinia for Emme, 1959.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione. Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Kaia Gerber in Valentino fw 2019/2020
“Jeasmine” model by NINA RICCI
Adolfo Sardinia hat for Emme

Pubblicato il Lascia un commento

Some of my styling. Photoshooting in Berlin.

luciano lapadula moda history fashion stylist berlin modemuseum shooting styling beautiful teacher expert

Some of the styling I created for a photoshooting in Berlin. Vintage clothes and accessories all from my archive.

Alcuni degli styling che ho creato per lo shooting fotografico realizzato a Berlino. Abiti e accessori d’epoca, dal mio archivio.

Photography Suzana Holtgrave

Mua – Hair Noriko Takayama

Models: Iconic Management – Berlin

in collaboration with Amanda Kastrati and Andreas Weigelt (location)

All right reserved.

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

2
3
4
6
10
14a
15
18
19
22
35
36
37
40
45
46
51

Discover more from my Blog:
www.lucianolapadula.wordpress.com
Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.
Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”. Click on the pic for info.

Pubblicato il 2 commenti

STYLES – GENRES – DISGUISES: Bari International Gender film festival

Il prossimo 25 settembre alle ore 15.00 prende il via la conferenza dedicata al tema Gender in occasione del Bari International Film Festival,rassegna che esamina, ricerca, studia,capolavori della storia del cinema in rapporto a genere, identità e orientamento sessuale. Location di questo evento lo storico Palazzo delle Poste di Bari in Piazza Cesare Battisti, 1. Il palazzo è sede dell’Università degli Studi ed è un meraviglioso esempio dell’architettura razionalista fascista, Luciano Lapadula – storico della moda e scrittore – analizzerà il tema “Stili – Generi – Travestimenti“. Lo studio dei segni legati alla moda, al trucco, alle acconciature che a partire dal 1968 hanno diviso e mescolato generi e simbologia sessuale, da Twiggy a Bowie, da Coccinelle ad Amanda Lear. L’intervento di Luciano Lapadula è tratto dal suo libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, acquistabile al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

 

Salone centrale centro studenti_1palazzo poste luciano lapadula storia moda bari
Ex Palazzo delle Poste di bari – veduta interna

On September 25th at 3.00 pm, the Gender conference will start afor Bari International Film Festival, a review that examines, researches, studies, masterpieces of the history of cinema in relation to gender, identity and sexual orientation. Inside the historic Palazzo delle Poste in Bari (Cesare Battisti Sq, 1), a marvelous example of the fascist rationalist art, Luciano Lapadula – fashion historian and writer – will analyze the theme “Styles – Genres – Disguises”. The study of signs related to fashion, makeup, hairstyles that since 1968 has divided and mixed genres and sexual symbology, from Twiggy to Bowie, from Coccinelle to Amanda Lear. Luciano Lapadula’s speech is based on his book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“, available at the following link: https://www.progedit.com/libro-589.html

luciano lapadula big festival bari conferenza storia moda gay

william dafoe
Willem Dafoe all’inaugurazione del Festival

Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

 

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.
Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“.

Click on the pic for info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”
https://www.progedit.com/libro-589.html

Pubblicato il Lascia un commento

Elisabeth Vigée Le Brun: when art meets fashion

luciano lapadula moda china actress anna may wong blogger chinese 20s 1920s blog fashion magazine culture creepy macabre grotesque

Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842) è senza dubbio la più significativa artista donna nella Francia del Rococò. Emancipata, dotata di una raffinata bellezza e di un talento straordinario, ha ritratto personaggi illustri e alla moda durante il regno di Maria Antonietta proseguendo nel periodo Neoclassico. Ho selezionato alcune sue opere analizzando dettagli che raccontano stili e tendenze sorprendenti.

Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842) is undoubtedly the most significant female artist in Rococo France. Emancipated, endowed with a refined beauty and an extraordinary talent, she portrayed illustrious and fashionable characters during the reign of Marie Antoinette, continuing in that Neoclassical period that is very present in the artist’s canvases. I have selected some of her works by analyzing amazing details.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Marie-Antoinette en grand habit de cour - 1778 - Elisabeth Louis
Marie-Antoinette en grand habit de cour 1778 Elisabeth Louise Vigée

Marie-Antoinette en grand habit de cour - 1778 - Elisabeth Louise Vigée baroque

1794 Aglae de Gramont, née de Polignac, duchesse de Guiche by Louise Élisabeth Vigée-Lebrun
Élisabeth Vigée Le Brun, La duchesse de Guise, 1794

Élisabeth Louise Vigée Le Brun seflportrait
Élisabeth Louise Vigée Le Brun sefl-portrait 1781

Élisabeth Louise Vigée Le Brun seflportrait 1781 self portrait earring blog fashion history storia moda luciano lapadula wordpress

Élisabeth Louise Vigée Le Brun, Gabrielle Yolande Claude Martine de Polastron, duchesse de Polignac, 1782
Élisabeth Louise Vigée Le Brun, Gabrielle Yolande Claude Martine de Polastron, duchesse de Polignac, 1782

Élisabeth Louise Vigée Le Brun, Gabrielle Yolande Claude Martine de Polastron, duchesse de Polignac, 1782 hat straw flowers moda storia luciano lapadula blog blogger history fashion

elisabeth-louise_vigc3a9e_le_brun_-_portrait_of_marie_gabrielle_de_gramont_duchesse_de_caderousse_-_google_art_project
Portrait of Marie Gabrielle de Gramont, Duchesse de Caderousse, 1784 — Élisabeth Vigée Le Brun

PORTRAIT OF MARIE GABRIELLE DE GRAMONT DUCHESSE DE CADEROUSSE fashion history storia della moda art artwork blog blogger luciano lapadula

Baroness Bonne-Marie-Joséphine-Gabrielle Bernard de Boulainvilli
La Baronne de Crussol, 1785 Elisabeth Louise Vigee-Le brun

La Baronne de Crussol, 1785 Elisabeth Louise Vigee-Lebrun det fashion bodice red dress luciano lapadula art blog blogger history fashion moda storia

Elisabeth Louise Vigee Lebrun And Her Daughter 1789
Madame Vigée-Lebrun and her daughter Jeanne Lucie Louise – 1789

Elisabeth Louise Vigee Lebrun And Her Daughter 1789 neoclassis direttorio

Portrait of Count Grigory Chernyshev with a Mask in His Hand 1793
Portrait of Count Grigory Chernyshev with a Mask in His Hand, 1793

Portrait of Count Grigory Chernyshev with a Mask in His Hand 1793 fashion luciano lapadula blog blogger magazine history moda storia scrittore

Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

 

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume

Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

Hairstyles Revival in time

revival hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses victorian hair

Le acconciature al pari degli indumenti seguono delle tendenze ben precise spesso in linea con un mood che riporta in auge fogge del passato. Ecco alcuni hairstyle che ho studiato e che sono frutto di rielaborazioni di mode più vecchie.

Hairstyles like garments follow trends often in line with a mood that makes comeback styles of the past. Here are some hairstyles that I have studied that are the result of reworkings of older fashions. Follow me for more.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

1855 1955 50s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses victorian hair
Haistyle: 1855 vs 1955

1920s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses 20s cher louise brooks hair
Louise Brooks in 20s – Cher in 1972 by Richard Avedon

1940s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses 40s pinup
Tricia Helfer for Yves Saint Laurent in 1996 vs Betty Grable in 40s

1970s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses 70s gothic rolled hair raquel zimmermann guido palau copy elle pageboy
Pageboy from 70s to now with Alice Kastrup. Ph credit Filippo Del Vita for Creem Magazine

1970s hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses 70s gothic rolled hair raquel zimmermann guido palau copy
Rolled Hair in 70s and Guido Palau from “Hair” 2014

katy perry hedy lamarr hairstyle hisory fashion storia della moda fashion magazine fashion historian expert hairdresses makeup hair waves 40s 2018 2019 2017
1940s waves and make-up from Hedy Lamarr to contemporary Katy Perry

eve salvail 1994 dior 2018 hairstyle men gay sex sexuality androginy 90s
Supermodel Eve Salvail in glorious 1994 vs Dior men 2018

The #bighair of #PriscillaPresley in 1968 are now on #Valentino runway
The big hair of Priscilla Presley in 1968 are in 2018 on Valentino runway

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.
Shop my Book

The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume History“.

Click on the pic for info.