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Alla Nazimova vs Lady Gaga: my study of Signs.

Oggi nelle mie lezioni a scuola parlerò dello studio dei segni e della loro interpretazione attraverso l’analisi dei linguaggi mediatici. Ho effettuato ricerche nell’ambito del comunicazione del Sé nella storia della moda, e ho raccolto una lunga – e affascinante – serie di immagini che dialogano tra loro a distanza di tanto tempo. In questa mia comparazione per voi, l’attrice del cinema muto Alla Nazimova in Salomé, anno 1923, e la cantante pop Lady Gaga nel 2009, in una foto promozionale per il suo album “The Fame Monster”. Quel che pensiamo sia innovativo è in realtà già esistito.

Today in my lessons at school I will talk about the study of signs and their interpretation through the analysis of media languages. I have done research in the field of self communication in the history of fashion, and I have collected a long – and fascinating – series of images that communicate with each other over a long period of time. In this comparison of mine for you, silent film actress Alla Nazimova in Salomé, year 1923, and pop singer Lady Gaga in 2009, in a promotional photo for her album “The Fame Monster”. What we think is innovative has actually already existed.

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Luciano Lapadula @ Festa del Libro

Domani 25 settembre 2020, sarò ospite della Festa del Libro per la sua XVI edizione, un festival culturale promosso dall’Associazione Presidi del Libro, che attraversa 55 città italiane. Racconterò di stili di vita e mode del passato, e di come queste abbiano contribuito a costruire quel che siamo e ciò che saremo. Il Maestro Stefania Gianfrancesco dal Circolo Beethoven di Bari, interpreta il mio testo “Ragazza 1918” già pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno durante la quarantena a marzo 2020, arricchito dalle illustrazioni realizzate a mano da Vito Antonio Lerario. Parlerò inoltre, con Marina Losappio, di cinema e moda, partendo dal mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” edizioni Progedit. Si ringrazia per l’evento la Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia. L’evento è stato pubblicato – tra gli altri – da La Gazzetta del Mezzogiorno del 24 settembre 2020.

Tomorrow 25 September 2020, I will be a guest of the “Festa del Libro” – Book Festival – for its 16th edition, a cultural festival promoted by the Presidi del Libro Association, which crosses 55 Italian cities. I will talk about lifestyles and fashions of the past, and how these have contributed to building who we are and what we will be. Maestro Stefania Gianfrancesco from the Beethoven Circle of Bari, interprets my text “Ragazza 1918” – Girl 1918- already published in La Gazzetta del Mezzogiorno during the quarantine in March 2020, enriched by illustrations made by hand by Vito Antonio Lerario. I will also talk, with Marina Losappio, about cinema and fashion, starting from my book “the Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume” Progedit editions. Thanks for the event Regione Puglia, la Città Metropolitana di Bari, i Presidi del Libro, e il MIUR Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia.

Vito Antonio Lerario illustration from “Ragazza 1918” a text by Luciano Lapadula
Rehearsal reading together with Stefania Gianfrancesco on my text “Ragazza 1918” – Girl 1918

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Jole Veneziani and Giorgio Morandi

Il mondo delle arti è fatto da contaminazioni, da sensazioni che avvolgono lo spettatore, passando dall’occhio allo spirito. Così può capitare che ammirando una creazione di moda, come questa firmata Jole Veneziani, alla menta più o meno incosciamente tornino le atmsfre evocate da un grande artista come Giorgio Morandi, in quest’opera del 1957 chiamata “Paesaggio Levico”. La borsa, seconda metà anni ’60 c, è realizzata in velluto e pelle, nei colori cari all’artista, che ricordano paesaggi semplici, naturale, rilassato. Proviene dall’archivio della moda mio e di Vito Antonio Lerario, che trovate su facebook a questo link: Fashion Archives Lerario Lapadula e Instagram qui: Fashion Archives Official


Il marchio Jole Veneziani, dell’omonima sarta di origine pugliese, è stato amato tra le altre da dive del cinema come Lucia Bosé, recentemente scomparsa, Marlene Dietrich e il soprano Maria Callas. Dalla rivista ELLE riporto uno stralcio da una intervista rilasciata nel 2016 da Federico Bano, a capo del brand Veneziani, che ha rilanciato sul mercato.

Quali erano le doti creative della Veneziani?

«Aveva una notevole capacità di cogliere i cambiamenti e le piacevano geometrie e colori. Ha dato una grande sferzata di vitalità allo stile milanese».

Da Elle sito online. Articolo: “Moda: le borse de luxe 2016 di Veneziani”

Del resto la stessa Jole asseriva:

«In futuro vestiremo con una foglia di fico ma avremo accessori strepitosi”».

The world of the arts is made up of contaminations, of sensations that surround the viewer, passing from the eye to the spirit. So it can happen that admiring a fashion creation, like this one signed Jole Veneziani, the atmospheres evoked by a great artist like Giorgio Morandi, more or less unconsciously, return in this work of 1957 called “Paesaggio Levico”. The bag, second half of the 60s, is made of velvet and leather, in the colors dear to the artist, which recall simple, natural and relaxed landscapes. It comes from the fashion archive of mine and of my partner Vito Antonio Lerario. Can find more here on Facebook and Instagram

The Jole Veneziani brand, by the Apulian seamstress of the same name, has been loved among others by movie divas such as Lucia Bosé, recently passed away, Marlene Dietrich and the soprano Maria Callas. From the ELLE magazine I report an excerpt from an interview released in 2016 by Federico Bano, head of the Veneziani brand, which has relaunched on the market.

What were Veneziani’s creative talents? “She had a remarkable ability to grasp changes and liked geometries and colors. It gave a great boost of vitality to the Milanese style ».

Elle Magazine about Jole Veneziani new creations

Besides, Jole herself asserted:

«In the future we will dress with a fig leaf but we will have amazing accessories” “.

“Paesaggio Levico”. Giorgio Morandi, 1957
My Artistic Comparison between Jole Veneziani and Giorgio Morandi
Jole Veneziani adv from a late 60s Vogue Italia

Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume

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Giant Bucket Hats: in fashion from Belle Époque to 2020

Giant Bucket Hats: in fashion from Belle Époque to 2020

Cappelli enormi, stravaganti, che agli albori dello scorso secolo facevano apparire le donne simili a colorati funghi e fiori eleganti. Questa tipologia di copricapo, dalla forma a grande casco rovesciato, ha ripreso linfa nel corso del ‘900 per tornare in auge durante questi ultimi anni. Pressoché disattesa la proposta di Louis Vuitton nella sua fall winter del 2012, il “Bucket Hat” è stato rielaborato da Marc Jacobs e Coach 1941 nella fw del 2017, per riapparire pressoché identico nella collezione Nina Ricci e Dior dell’autunno inverno 2019 – 2020. Ecco una mia accurata selezione per voi.

Giant, extravagant hats, which at the dawn of the last century made women look like colorful mushrooms and elegant flowers. This type of headgear, with a large inverted bucket shape, has taken on new life during the 1900s to come back into vogue during these last few years. Louis Vuitton’s proposal in his 2012 fall winter was almost completely dismissed, the “Bucket Hat” was reworked by Marc Jacobs and Coach 1941 in the fw of 2017, to reappear almost identical in the Nina Ricci and Dior collection of autumn winter 2019 – 2020 Here is an accurate selection I made for you.

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Giant Hat trimmed in fur and Aigrettes. 1911, the beautiful model reminds me Coco Chanel.
Giant Bucket hat, year 1911
Still from Belle Epoque, a young model wearing a Giant Hat.
Louis Vuitton fall winter 2012
Louis Vuitton fall winter 2012
Louis Vuitton fall winter 2012
 Winnie Harlow for Coach 1941 fall winter 2017
Marc Jacobs fall winter 2017
Nina Ricci fall winter 2019 2020
Bucket Hat from Dior fall winter 2019 2020

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Barbara La Marr: Heroin & Death in Old Hollywood

Barbara La Marr, young actress addicted to morphine and heroin

«Il via alla moda dell’autodistruzione 
era stato dato qualche anno prima
da Barbara La Marr, 
attrice soprannominata “la troppo bella”, 
consegnata alla storia per esser stata 
la prima morta di overdose da eroina: era il 1926.

Barbara conobbe tutti i tipi di droga, 
conservava la cocaina in un prezioso cofanetto in oro.

Volto struggente, fascino maledetto e distruttivo 
e occhi allucinati furono il dettaglio 
che caratterizzò quella perduta bellezza.»

Dal mio libro

Scheda e Shop qui:

“IL MACABRO E IL GROTTESCO NELLA MODA E NEL COSTUME”

«The fashionable way of self-destruction had been given a few years earlier, however, by Barbara La Marr, an actress nicknamed “the girl who was too beautiful”, consigned to history for having been the first death of a heroin overdose: it was 1926.

Barbara knew everyone the types of drugs, he kept cocaine in a precious gold casket.

A poignant face, damned and destructive charm and hallucinated eyes were the details that characterized that lost beauty.»

From my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”

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Ready to Wear from Thierry Mugler ss 1992.

If the concept of “Ready to Wear” approaches “Ready Made”, to the surreal, to the world of art in its many facets. Thierry Mugler spring summer 1992. Supermodels Niki Taylor, Yasmeen Ghauri and Naomi Campbell. The three amazing and different types of beauties of the supermodels create a unique aesthetic picture of its kind. Unrepeatable today. Iconic moments for a style that ironizes on the past, on the present and on the future…on fashion, on the wearability of a dress, on its opulent aesthetics.

Niki Taylor
Yasmeen Ghauri
Yasmeen Ghauri

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An Actress, a Prince, a car crash

«Nell’estate del 1931 il principe più bello d’Europa, Umberto II di Savoia, fu oggetto di scandalose cronache che raccontavano di un presunto idillio tra il giovane, che si era sposato solo diciotto mesi prima, e la bellissima attrice hollywoodiana Jeanette MacDonald, giunta in Riviera per una vacanza. Il giorno in cui si sarebbe dovuta separare da Umberto, lei era seduta in macchina e lui era alla guida, l’automobile slittò sull’asfalto bagnato facendo sbalzare fuori dall’abitacolo i due. Il volto dell’attrice ne rimase sfigurato, per ricucirle il cuoio capelluto i chirurghi dovettero raderle la bionda chioma. Disperata Jeanette si fece aiutare dal banchiere Maurice Garfunkel che la affidò ai migliori specialisti di New York. La diva sfigurata fu restituita prontamente a Hollywood grazie a un abile intervento di chirurgia plastica.»

Tratto dal mio libro “Il Macabo e il Grottesco nella Moda e nel Costume“.

Storie incredibili, aneddoti e curiosità, info e shop al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

«In the summer of 1931 the most beautiful prince of Europe, Umberto II of Savoy, was the object of scandalous chronicles that told of an alleged idyll between the young man, who had married only eighteen months before, and the beautiful Hollywood actress Jeanette MacDonald, come to the Riviera for holydays. The day she was supposed to leave Umberto, she was sitting in the car and he was driving, the car skidded on the wet asphalt, knocking the two out of the cockpit. The actress’s face was disfigured, and to round her scalp the surgeons had to shave her blonde hair. Desperate, Jeanette was helped by the banker Maurice Garfunkel who entrusted her to the best specialists in New York. The disfigured diva was promptly returned to Hollywood thanks to a skilful plastic surgery.»

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Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952
Jeanne Lanvin
Marcelle Dormoy

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STYLES – GENRES – DISGUISES: Bari International Gender film festival

Il prossimo 25 settembre alle ore 15.00 prende il via la conferenza dedicata al tema Gender in occasione del Bari International Film Festival,rassegna che esamina, ricerca, studia,capolavori della storia del cinema in rapporto a genere, identità e orientamento sessuale. Location di questo evento lo storico Palazzo delle Poste di Bari in Piazza Cesare Battisti, 1. Il palazzo è sede dell’Università degli Studi ed è un meraviglioso esempio dell’architettura razionalista fascista, Luciano Lapadula – storico della moda e scrittore – analizzerà il tema “Stili – Generi – Travestimenti“. Lo studio dei segni legati alla moda, al trucco, alle acconciature che a partire dal 1968 hanno diviso e mescolato generi e simbologia sessuale, da Twiggy a Bowie, da Coccinelle ad Amanda Lear. L’intervento di Luciano Lapadula è tratto dal suo libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“, acquistabile al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

 

Salone centrale centro studenti_1palazzo poste luciano lapadula storia moda bari
Ex Palazzo delle Poste di bari – veduta interna

On September 25th at 3.00 pm, the Gender conference will start afor Bari International Film Festival, a review that examines, researches, studies, masterpieces of the history of cinema in relation to gender, identity and sexual orientation. Inside the historic Palazzo delle Poste in Bari (Cesare Battisti Sq, 1), a marvelous example of the fascist rationalist art, Luciano Lapadula – fashion historian and writer – will analyze the theme “Styles – Genres – Disguises”. The study of signs related to fashion, makeup, hairstyles that since 1968 has divided and mixed genres and sexual symbology, from Twiggy to Bowie, from Coccinelle to Amanda Lear. Luciano Lapadula’s speech is based on his book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“, available at the following link: https://www.progedit.com/libro-589.html

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william dafoe
Willem Dafoe all’inaugurazione del Festival

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Hairstyles Revival in time

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Le acconciature al pari degli indumenti seguono delle tendenze ben precise spesso in linea con un mood che riporta in auge fogge del passato. Ecco alcuni hairstyle che ho studiato e che sono frutto di rielaborazioni di mode più vecchie.

Hairstyles like garments follow trends often in line with a mood that makes comeback styles of the past. Here are some hairstyles that I have studied that are the result of reworkings of older fashions. Follow me for more.

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Haistyle: 1855 vs 1955

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Louise Brooks in 20s – Cher in 1972 by Richard Avedon

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Tricia Helfer for Yves Saint Laurent in 1996 vs Betty Grable in 40s

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Pageboy from 70s to now with Alice Kastrup. Ph credit Filippo Del Vita for Creem Magazine

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Rolled Hair in 70s and Guido Palau from “Hair” 2014

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1940s waves and make-up from Hedy Lamarr to contemporary Katy Perry

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Supermodel Eve Salvail in glorious 1994 vs Dior men 2018

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The big hair of Priscilla Presley in 1968 are in 2018 on Valentino runway

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