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Renate Müller: the tragic antinazi Diva

Quando un’anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua, nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti

“When the soul of a man is born in this country there are nets flung at it to hold it back from flight. You talk to me of nationality, language, religion. I shall try to fly by those nets”

James Joyce

Padre pubblicista e madre pittrice, un talento innato per la recitazione e una bellezza fuori dal comune, che le costerà la vita. Renate Müller nacque a Monaco il 26 aprile del 1906, e a soli 19 anni debuttò a teatro con “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream) diretta da Pabst.

Trasferitasi a Berlino, nel 1929 ebbe il suo primo ruolo cinematografico in “Peter Der Matrose” (Peter the Sailor). Il successo fu immediato e fino al 1937 comparve in 25 film , tra i quali il celebre “Die Privatesekretärin”, tradotto anche in inglese e ”Viktor und Viktoria” del 1933.

La fama raggiunta, i capelli biondi, i bei occhi azzurri, destarono l’interesse del regime nazionalsocialista, che pressò Renate con sempre maggiore insistenza affinché lei divenisse il volto per i film di propaganda del partito. Numerosi quanto le richieste furono i rifiuti della bella attrice, ma la vita nella Berlino di quel tempo era difficile: sospetti, dicerie, semplici invidie di colleghe potevano essere la causa di processi sommari, deportazioni, omicidi, e Renate aveva un angoscioso segreto che doveva restare nascosto.

Così cedette alle pressioni e nel 1937 recitò in quella che sarebbe stata la sua ultima comparsa in celluloide: “Togger”, pellicola dal contenuto antisemita. Hitler fu sedotto dall’attrice, perfetta incarnazione dell’ideale di donna ariana, ma nonostante le sue lusinghe lei rifiutò di essergli amica. Goebbels insospettito da tanta distanza e dai suoi continui viaggi nella nemica città di Londra, prese a farla pedinare dalla Gestapo.

L’inconfessabile segreto emerse: Renate aveva un fidanzato, viveva in Inghilterra ed era un ebreo. Si persero così, tutto d’un tratto, le notizie sulla bella ragazza: nuove star ariane presero il suo posto sugli schermi. Si diffusero strane voci secondo le quali Renate era stata ricoverata in manicomio a seguito di ripetute crisi di nervi, abuso di alcol e di morfina. Repentino giunse il finale di questa triste storia, il 7 ottobre del 1937 l’attrice fece un lungo volo dalla finestra della sua casa a Berlino. Il corpo fu in fretta cremato presso il Wilmersdorf Krematorium per essere sepolto in gran silenzio all’interno del Parkfriedhof Lichterfelde a Berlin Steglitz. Ai tanti fan fu proibito di partecipare ai funerali, il governo cercò di placare gli animi affermando si fosse trattato di suicidio, ma dei vicini di casa della ragazza, in silenzio, dissero di averla vista precipitare dal balcone all’arrivo in cortile degli uomini della Gestapo. Molti altri, invece, giurarono che furono proprio i soldati ad aver lanciato nel vuoto l’attrice che in vita rifiutò di esser lanciata sugli schermi di un cinema maledetto.

Luciano Lapadula

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Father publicist and mother painter, an innate talent for acting and a beauty out of the ordinary, which will cost her life. Renate Müller was born in Monaco on April 26, 1906, and at the age of 19 filmaker Pabst made her debut with “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream). Transferring to Berlin, in 1929 she had his first film role in “Peter Der Matrose “(Peter the Sailor). The success was immediate and until 1937 appeared in 25 films, among which the famous “Die Privatesekretärin”, also translated into English and “Viktor und Viktoria” of 1933. The fame achieved, the blonde hair, the beautiful blue eyes, aroused the interest of the National Socialist regime, which pressed Renate with increasing insistence to use her face for the nazi propaganda films. Life in Berlin – at that time – was difficult: suspicions, rumors, simple envies of colleagues could be the cause of summary trials, deportations, murders, and Renate had an anguishing secret that was to remain hidden. So he gave in to pressure and in 1937 she played in what would have been her last appearance in celluloid: “Togger”, a film with anti-Semitic content. Hitler was seduced by the actress, the perfect embodiment of the ideal of an Aryan woman, but in spite of her flattery, she refused to be his friend. Goebbels, suspicious of her distance and her constant journeys in the enemy city of London, began to  follow the woman by Gestapo. The unconfessable secret emerged: Renate had a boyfriend, lived in England and was a Jew. Thus, all of a sudden, the news about the beautiful girl was lost: new Aryan stars took their place on the screens. Strange rumors were spread that Renate had been hospitalized as a result of repeated nerve crises, alcohol abuse and morphine. The end of this sad story came to a sudden, on October 7, 1937, the actress took a long flight from the window of her house in Berlin. The body was quickly cremated at the Wilmersdorf Krematorium to be buried in great silence inside the Parkfriedhof Lichterfelde in Berlin Steglitz. To the many fans it was forbidden to attend the funeral, the government tried to appease the soul by saying it was suicide, but the girl’s neighbors, in silence, said they had seen her fall from the balcony to the men’s Gestapo. Many others, however, swore that it was the soldiers who had launched into the void the actress who in life refused to be thrown on the screens of a damn cinema.

Renate Müller with pet. Ufa Photo for the movie “Liebling der Götter” (in italian: Le Ali della Fortuna”) by Hanns Schwarz. Costumes: René Hubert. 1930
Renate Müller, Viktor und Viktoria (Germany, 1933, dir. Reinhold Schünzel)
Renate Müller in a silk pajamas strike a pose for a signed 30s film postcard
A magnetic and fatal gaze for a 30s film postcard from the Ufa German motion-picture production company.
Renate Müller wears an evening dress with a plunging neckline on the shoulder, in the typical style of the 1930s
Statuesque body and gorgeous evening dress. Ph Aufnahme Walther Jaeger, Berlin
Early 30s. Posing like a Pin-Up anticipating the 50s looks
On the cover of “FILMWOCHE” Magazine year 1934
Renate Müller at the window, she does not imagine that soon will fall from there

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My Styling in Paris: Giuseppe De Nittis

Il cimitero Père-Lachaise a Parigi, è un luogo misterioso e sacro, tra i personaggi celebri che ospita ci sono anche molti italiani, che in passato scelsero la Francia per vivere la propria straordinaria esistenza. Sono questi emigrati eccezionali i protagonisti di un’antologia che si chiama appunto “L’Italia del Père-Lachaise. Vies extraordinaires des Italiens de France et des Français d’Italie.” Tra loro il pittore pugliese Giuseppe De Nittis, protagonista del video “L’Italia del Père Lachaise”, realizzato da ImaginApulia. Ho avuto quindi l’onore e il piacere di tornare a collaborare con Roberto Eduardo Mazzarago e Daria Torriello di ImaginApulia per ricostruire insieme al mio collega Vito Antonio Lerario l’identità del pittore pugliese.

L’iniziativa proviene dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dal Consolato Generale d’Italia a Parigi e dal Comites di Parigi, con lo scopo di ricordare attraverso il libro, il video e una serie di eventi, le “Vite straordinarie degli italiani di Francia e dei francesi d’Italia”, ponendo l’attenzione sul rapporto significativo che in ambito artistico esiste tra le due nazioni.

Tra i più grandi artisti della seconda metà del 1800, Giuseppe De Nittis seppe cogliere “impressioni” e trasformarle in quadri che sono poesie. Descrivono la Francia del suo tempo, con i suoi paesaggi e i suoi costumi, splendidi ritratti di moda che ci spiegano stili di vita lontani.

Per lo styling ho selezionato con cura, dal mio archivio, costumi e accessori autentici di epoca vittoriana, con lo scopo di conferire un valore aggiunto al video. Sono rimasto sorpreso quando ho conosciuto il nome dell’attore che avrebbe interpretato De Nittis nei suoi anni di giovinezza: Pasquale Marzocca, un mio carissimo amico. Il suo volto affascinante e malinconico, unito allo styling realizzato con i miei costumi d’epoca, ha creato un’estetica forte, dandy, romantica, struggente.

La presentazione del video a Parigi è stata accolta calorosamente dai tanti presenti, in particolare da un’artista italiana contemporanea che vive in Francia: Monica Bellucci. Il 10 febbraio 2020 il lavoro è stato poi presentato anche in Italia, a Roma presso l’Ambasciata francese, poi a Ravenna, e il 16 dello stesso mese a Barletta, città natale di Giuseppe De Nittis. Un simbolico ritorno a casa, che per un pugliese come me, è stato davvero emozionante.

Posto qui sotto due fotografie che ho realizzato durante i fitting, insieme al video ufficiale dal canale di ImaginApulia, realizzato all’interno della pinacoteca comunale “Palazzo della Marra” a Barletta.

Spero vi emozioni.

The Père-Lachaise cemetery in Paris is a mysterious and sacred place, among the famous people it houses there are also many Italians, who in the past chose France to live their extraordinary existence. These exceptional emigrants are the protagonists of an anthology which is called “The Italy of Père-Lachaise. Vies extraordinaires des Italiens de France et des Français d’Italie.” Among them the Apulian painter Giuseppe De Nittis, protagonist of the video “L’Italia del Père Lachaise”, made by ImaginApulia. I therefore had the honor and pleasure of returning to collaborate with Roberto Eduardo Mazzarago and Daria Torriello of ImaginApulia to reconstruct together with my colleague Vito Antonio Lerario the identity of the Apulian painter.

The initiative comes from the Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation, from the Consulate General of Italy in Paris and from the Comites of Paris, with the aim of remembering through the book, the video and a series of events, the ” Extraordinary lives of the Italians of France and the French of Italy “, paying attention to the significant relationship that exists in the artistic sphere between the two nations.

Among the greatest artists of the second half of the 1800s, Giuseppe De Nittis was able to capture “impressions” and transform them into paintings that are poems. They describe the France of his time, with its landscapes and costumes, splendid fashion portraits that explain distant lifestyles.

For styling I carefully selected, from my archive, authentic Victorian costumes and accessories, with the aim of giving added value to the video. I was surprised when I met the name of the actor who would play De Nittis in his youthful years: Pasquale Marzocca, a dear friend of mine. Her charming and melancholic face, combined with the styling created with my period costumes, has created a strong, dandy, romantic, poignant aesthetic.

The presentation of the video in Paris was warmly welcomed by the many present, in particular by a contemporary Italian artist living in France: Monica Bellucci. On February 10, 2020, the work was also presented in Italy, in Rome at the French Embassy, ​​then in Ravenna, in Florence, and on the 16th of the same month in Barletta, the birthplace of Giuseppe De Nittis. A symbolic return home, which was really exciting for an Apulian like me.

Below are two photos that I took during the fitting, together with the official video from the ImaginApulia channel, taken inside the municipal art gallery “Palazzo della Marra” in Barletta.

I hope you emotions.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Ph backstage
Ph Backstage
Ph Backstage
This is the place where Giuseppe De Nittis rests in the monumental cemetery of Père Lachaise

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“Splendori e miserie di Madame Royale”. Italian Gay Movie from 1970

Il lato oscuro del mondo omosessuale nella Roma del 1970 emerge prepotente da questo film che lacera, con leggera irriverenza, la coscienza dello spettatore. La storia, una forte denuncia sociale per l’epoca, è quella di un gruppo di travestiti medio borghese che ha superato la mezza età. La fragilità, la complicità, la ricerca disperata d’amore viene infranta per tutta la durata del film da una serie di nefasti eventi che sono in realtà un triste compromesso sociale a cui i protagonisti sono costretti, «come fosse la forza del destino».

Un quadro drammatico, grottesco e ridicolo, impietoso e sarcastico esibisce i personaggi che provengono da un mondo sommerso, notturno, scomodo, eppure quanto mai vivo e impregnato da una pallida nostalgica voglia di vita.

La produzione della pellicola è italo-francese, la regia è dell’eclettico Vittorio Caprioli, che nel film recita in modo straordinario il ruolo di una guardia che è anche un travestito dal nome “Bambola di Pechino”, una Kiki de Montparnasse tragicamente esasperata. Nel cast il ruolo del commissario cinico e fascinoso – che indaga su traffici della malavita – è interpretato dal francese Maurice Ronet. La bionda Jenny Tamburi, nel film Mimmina, è un’irrequieta e spregiudicata ragazza cresciuta come una figlia dal protagonista assoluto della pellicola: Ugo Tognazzi, alias Alessio.

L’omicidio di un colonnello che di notte batteva il marciapiede indossando una parrucca bionda apre la pellicola. Poco dopo – non è un caso a mio avviso – la scena si sposta all’interno una macelleria in cui trionfano macabri resti animali che ricordano le tele di Soutine, metafora per i corpi – e le anime – di quanti cerchino amore attraverso il battuage.

Le scene sono girate per lo più di notte, anche all’interno della casa del protagonista Madame Royale. L’arredamento è kitsch, pesante, colmo di elementi superflui e in contrasto tra loro che in quel confuso insieme ridicolizzano aspetti comuni e mediocri del vivere italiano. Tra gli altri, si osservano un poster di calciatori appeso al muro insieme alle immagini della Regina Elena di Savoia e Maria José, oltre alle immancabili sbiadite foto ricordo di famiglia. Soprammobili demodé «zuppiere, tazze e chicchere» varie.

Le scene e i costumi, belli davvero nella loro spietata cruda veridicità, sono di Pier Luigi Pizzi. Le pellicce di Fendi. Il fascinoso e spietato commissario «dagli occhi chiari» invece, rigoroso e disumano antagonista, veste completi grigio scuro firmati Piattelli. Le musiche, intense anche queste, immergono nella realtà del tempo, tragicamente comica, e sono composte da Fiorenzo Carpi, dirette dal bravissimo Bruno Nicolai. Ci sono inoltre anche due canzoni opera del regista Caprioli: “Vecchio Mio” e “Quelle come me”.

Il ruolo interpretato da Tognazzi è tutt’altro che facile, eppure lui risulta straordinario. È sbalorditivo e credibilissimo nella sua recitazione. Anima buona e sola, disperatamente ricerca affetto da sua sorella che non è in grado di dargliene ricambiandolo invece con una serie di guai che man mano diverranno insormontabili, facendogli espiare peccati mai commessi.

La splendida scena comica e sarcastica iniziale, con la comitiva di travestiti che affolla il Colosseo, anticipa commoventi spaccati di vita comune che illuminano la inconsolabile realtà di chi – come il protagonista – è costretto a vivere ai margini della società. Per le feste che dà in casa, appuntamento settimanale, Alessio – ex ballerino ora corniciaio – si trasforma in Madame Royale e indossa sgargianti abiti da quattro soldi che rievocano quelli di Maria Antonietta. Ciascuno dei presenti è una maschera di se stesso, le piume di struzzo, i kimono dal gusto orientale, gli strass e le parrucche incipriate sono metafora del triste carnevale di quella esistenza umana.

Non voglio entrare in ulteriori dettagli né svelare il finale per quanti non abbiano ancora visto questo film, poco ricordato eppure significativo, felliniano e pasoliniano per certi aspetti, divertente e drammatico lascia un senso di incompresa solitudine, come la vita dei protagonisti.

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1970. The dark side of the homosexual world in Rome emerges domineeringly from this film which tears, with slight irreverence, the viewer’s conscience. The story, a strong social complaint for the time, is that of a middle-class group of transvestites who has passed the middle age.

The fragility, the complicity, the desperate search for love is shattered for the entire duration of the film by a series of nefarious events which are actually a sad social compromise to which the protagonists are forced, “as if it were the force of destiny” dramatic, grotesque and ridiculous, merciless and sarcastic picture shows the characters who come from a submerged, nocturnal, uncomfortable world, yet very alive and impregnated by a pale nostalgic desire for life.

The production of the film is Italian-French, the direction is of the eclectic Vittorio Caprioli, who in the film plays the role of a guard who is also a transvestite named “Beijing Doll”, a tragically exasperated Kiki de Montparnasse. In the cast, the role of the cynical and fascinating commissioner – who investigates the trafficking of the underworld – is played by Maurice Ronet. The blonde Jenny Tamburi, as “Mimmina”, is a restless and unscrupulous girl raised as a daughter by the absolute protagonist of the movie: Ugo Tognazzi, aka Alessio.

The murder of a colonel who hit the sidewalk at night wearing a blonde wig opens the film. Shortly thereafter – it is no coincidence in my opinion – the scene moves inside a butcher shop where macabre animal remains triumph reminiscent of Soutine’s canvases, a metaphor for the bodies – and the souls – of those who seek love through battuage. The scenes are mostly shot at night, even inside the home of the protagonist “Madame Royale”. The furniture is kitschy, heavy, full of superfluous and contrasting elements that in that confused together ridicule common and mediocre aspects of Italian life. Among others, there is a poster of footballers hanging on the wall together with images of italian Queen Elena of Savoy and Maria José, in addition to the inevitable faded family souvenir photos. Various “tureens, cups and little cups” demodé ornaments. The scenes and costumes, truly beautiful in their ruthless raw truthfulness, are by Pier Luigi Pizzi. The furs of Fendi. The charming and ruthless “light-eyed” commissioner, on the other hand, rigorous and inhuman antagonist, wears dark gray suits by Piattelli. The music, intense also these, immerse in the reality of the time, tragically comic, and are composed by Fiorenzo Carpi, directed by the talented Bruno Nicolai. There are also two songs by the director Caprioli: “Vecchio Mio” and “Quelle come me”.

The role played by Tognazzi is far from easy, yet he is extraordinary. He is stunning and highly credible in his acting. A good and lonely soul, desperately looking for affection from his sister who is unable to give him back instead with a series of troubles that will gradually become insurmountable, making him atone for sins never committed. which crowds the Colosseum, anticipates moving sections of common life that illuminate the inconsolable reality of those who – like the protagonist – are forced to live on the margins of society.

For the parties he gives at home, weekly appointment, Alessio – former dancer now a framer – turns into Madame Royale and wears bright cheap and kitsch clothes that recall those of Marie Antoinette. Each of those present is a mask of himself, ostrich feathers, kimonos with an oriental taste, rhinestones and powdered wigs are a metaphor for the sad carnival of that human existence. I don’t want to go into further details or reveal the ending have still seen this film, little remembered yet significant, Fellini and Pasolini in some aspects, fun and dramatic, leaves a sense of misunderstood solitude, like the life of the protagonists. Follow my blog.

Ugo Tognazzi ”Splendori e miserie di madame Royal”, 1970 (ANSA/effedia)
Que Fais-Tu Grande Folle? French version from the movie
Madame Roryale. On the wall old italian Queens
Ugo Tognazzi as Madame Royale and the filmaker Vittorio Caprioli alias Bambola di Pechino
Filmaker and Actor Vittorio Caprioli as “Bambola di Pechino”
At the Court of Madame Royale
Grotesque transvestite , invited to the weekly party
Grotesque Salomè  at the party
Ugo Tognazzi as Alessio

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Piero Tosi. Death in Venice.

È scomparso uno tra i più celebri costumisti italiani famoso in tutto il mondo. Il talentuoso Piero Tosi, che ha brillato nel sodalizio con il regista Luchino Visconti, lavorando anche nella prosa (La locandiera), nella lirica (La sonnambula, Macbeth) e nel cinema (Senso, Rocco e i suoi fratelli, Le notti bianche, Il gattopardo, Morte a Venezia film del 1971, di cui allego alcune drammatiche e struggenti immagini.

One of the most famous Italian costume designers famous all over the world has passed away. The talented Piero Tosi, who shone in the partnership with the filmaker Luchino Visconti, also working in the prose (La locandiera), in the lyric (La sonnambula, Macbeth) and in the cinema (Senso, Rocco e i suoi fratelli, Le notti bianche, Il gattopardo , Death in Venice film of 1971, of which I am attaching some dramatic and poignant images.

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Death in Venice – Movie Frame
Björn Johan Andrésen
Dirk Bogarde
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Silvana Mangano from Death In Venice
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Silvana Mangano

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Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952
Jeanne Lanvin
Marcelle Dormoy

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