Pubblicato il Lascia un commento

“Io e la Mia Matita”. Il di-segno di un’Artista

L’Artista Paola Lomuscio

È un segno che si trasforma in disegno. Un insieme di illustrazioni che descrivono con dei tratti precisi e inediti, luoghi, persone, sentimenti e atmosfere. È il libro “Io e la Mia Matita”, realizzato da Paola Lomuscio, giovane artista nata a Bari e residente ad Andria. Una raccolta di opere realizzate con una tecnica essenziale e connotata da un fortissimo coinvolgimento emozionale e visivo.

La matita per Paola perde la usuale valenza grafitica per trasformarsi essa stessa in magistrale strumento decorativo. Disegna palazzi storici e volti noti, spostandosi dall’architettura alla musica e alla moda. Spicca tra i tanti, un bellissimo ritratto di David Bowie, esposto per due edizioni (2015-’16 e e 2016-’17) nella mostra omaggio all’artista “Black Stardust” presso la galleria SpazioCima di Roma. Una stampa fotografica del suo ritratto di Bruce Spingsteen è entrata a far parte della collezione permanente “The friends of Bruce Springsteen Special Collection” presso la Monmouth University del New Jersey. Ho avuto il piacere di leggere questi disegni, e di rivolgere alla giovane Paola 10 domande che riporto qui per voi.

  1. Da Andria a importanti gallerie internazionali grazie alle tue creazioni artistiche che rivisitano – ricordandoli – personaggi e brand iconici dal mondo della musica a quello della moda. Come hai mosso i primi passi per far conoscere a gallerie internazionali i tuoi ritratti?

Internet, è una finestra sul mondo. Dove affacciandoti, noti luoghi e paesaggi lontani. Che grazie ad un click, puoi raggiungerli. Grazie a questa finestra multimediale, ho mostrato e esposto i miei disegni.

2. “Io e la mia matita”, una storia di amicizia. Quando è nata? E quanta forza nel perseguire in questo cammino nonostante le difficoltà economiche legate al mondo dell’arte?

Ogni bambina, ha il suo giocattolo preferito. Il mio era la matita. Ho imparato a disegnare, scarabocchiando i miei idoli e personaggi preferiti. Che tutt’ora amo…Minnie e Topolino.

3. Per lavoro sono costantemente attento al mondo della moda e dell’arte attraverso i tuoi disegni emerge un modo innovativo, raffinato, intelligente di reinventare archetipi del costume che spaziano indifferentemente da una Borsa Chanel a un Bob in stile Sassoon. Esplori con maestria pezzi iconici appartenenti a brand molto diversi per Mood tra loro, accomunandoli con uno stile personalissimo. Quale preferisci tra i grandi marchi che hai esaminato? E quale tra gli stili estetici?

La moda, è un campo che mi ispira moltissimo.      Moda e Arte, come il bianco e il nero. Due colori contrasti ma molto simili tra di loro. Si combaciano perfettamente con i miei disegni. Colori predominanti nella moda e nello stile di Giorgio Armani. Che tra l’altro ho scelto personalmente come retro copertina del mio secondo libro. Colori che potete notare nel ritratto che ho realizzato e dedicato a Re Giorgio.

4. Non solo moda, ma modi di vivere, arredamento, paesaggi e storia. Da una sedia Kartell si passa ad architetture storiche come quella di Castel del Monte, luogo iconico della tua terra. E poi cattedrali romaniche, torri storiche e faraglioni. Cosa ti colpisce in un luogo, al punto da spingerti a ritrarlo?

Ogni città ha il suo punto di forza, la sua caratteristica e il suo monumento, che si differenzia rispetto alle altre. Ho cercato di ritrarre, con personalità e semplicità ogni singolo luogo. Caratterizzando ogni monumento con le mie matite.

5. Un lavoro che è precisione manuale. Tratti essenziali in bianco e nero sono completati da matite che nelle loro diverse altezze e dimensioni costruiscono il segno. Sei tu che le temperi e le modifichi? Come scegli quali linee utilizzare attraverso le matite per rendere immediata l’identificazione dell’oggetto ritratto?

Uno scrigno pieno di tesori, è il mio borsellino…Dove conservo, ogni singola matita. Dalla più piccola alla più grande. Temperate con cura dalle mie mani.

6. I Ritratti. Esiste un filo conduttore che lega personaggi quali Ennio Morricone a David Bowie e Alessandro Borghese?

L’ispirazione, è l’unico filo conduttore che unisce tutti i miei disegni.

7. Mi pare di capire che tu sia sedotta da luoghi, spazi, identità che non sono – solo – abiti ma rappresentazioni di epoche, stili di essere, che descrivi in maniera minimale ed efficace. C’è un luogo in cui un musicista si sta esprimendo. Quale luogo, quale musicista e cosa indosserebbe secondo te?

Amo la musica rock. E i musicisti rock, amano esprimersi in totale libertà. Dalle canzoni all’abito. Ogni artista, dovrebbe indossare la libertà.

8. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho tanti progetti, idee e sogni ancora da realizzare. Cercherò di non chiudere il cassetto dei sogni. Ma  spolverarlo sempre e ogni giorno. Con impegno, tenacia e determinazione.

9. Come l’arte può riempire il vuoto della decadenza contemporanea?

Ogni persona dovrebbe cogliere l’arte anche nelle piccole cose quotidiane e meravigliarsi ogni giorno del bello. Come semplicemente, guardare il cielo e notare il colore limpido. O ammirare tutte le sfumature dei fiori. Come se fossero acquerelli.

10. Descrivi in breve la tua migliore amica, sappiamo che ha un’anima in grafite.

Piccola, fragile, sensibile, tenera, coccolona e con un cuore grande

“Io e la Mia Matita”: un libro d’arte. Per info e ordini:

ordini@laruotaedizioni.it

www.laruotaedizioni.it

Alcune immagini tratte dalla raccolta:

Bari – La Cattedrale di San Nicola
Scarpa Inspired by Converse
Io e la Mia Matita front Cover
Giorgio Armani on the back cover of “Io e la Mia Matita”
Paola Lomuscio
Pubblicato il Lascia un commento

Moda Sotto le Bombe: the photos

Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” è il nome dello spettacolo teatrale che ho ideato e scritto nel 2019, e che ho diretto insieme al mio collega Vito Antonio Lerario. Un viaggio sinestetico a ritroso nel tempo, nei bui anni del secondo conflitto mondiale, tra abiti e accessori rarissimi e autentici dell’epoca. Quattro le date sold out da dicembre 2019 a febbraio 2020.

Teresa, interpretata da Rosemary Nicassio, è una giovane donna nel suo giorno del matrimonio, mentre dal cielo piovono bombe. Attraverso la sua narrazione, e quella di sua cugina Anna, interpretata da Barbara De Palma, sono riemerse storie dimenticate, insieme a identità scivolate nell’oblio del tempo.

I racconti provengono in gran parte da fatti realmente accaduti, frutto di interviste e ricerche effettuate da me nel tempo, e svelano aspetti storici dimenticati. I costumi di scena, come anticipato, sono autentici e provengono dai territori occupati dai nazisti. Datati 1939 – 1945 appartengono all’archivio museale Lerario Lapadula.

Abiti e accessori che portano tutti i segni della guerra, degli stenti. Indumenti autarchici in cui alla seta si sostituisce la canapa, ai ricami in paillettes la raffia. Macchiati, rammendati, segnati dal proprio destino i vestiti sono apparsi – sotto le bombe – indossati da performer e attrici che hanno rievocato come fantasmi storie lontane.

Ha aperto la manifestazione il reduce Prof. Pietro Suma, preziosa, inestimabile, rara la sua testimonianza.

Suggestiva, evocativa, la location: lo storico palazzo Anmig, Casa del Mutilato di Bari.

La dimensione sinestetica si è completata con i suoni al pianoforte, profondi e delicati, del Maestro Stefania Gianfrancesco, dal Circolo Beethoven di Bari, e con gli evocativi profumi che aleggiavano in sala, realizzati da Francesca Dell’Oro

Trucco e acconciature di scena a cura di Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive luci a cura di Melody Service, di G. Venisti, grazie ad Ornella Polieri. Seguono le suggestive immagini a cura di Emilio Badolati ed Eleonora Bosna.

Uno spettacolo che oggi più che mai è utile a ricordare quel che è accaduto, ancora accade e mai più dovrebbe accadere. Presto, anche per questo, tornerà in scena.

“Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” is the name of the theatrical show I conceived and wrote in 2019, and which I directed together with my colleague Vito Antonio Lerario. A synaesthetic journey back in time, in the dark years of the Second World War, among very rare and authentic clothes and accessories of the time. Four sold out dates from December 2019 to February 2020.

Teresa, played by Rosemary Nicassio, is a young woman on her wedding day, while bombs rain down from the sky. Through her narration, and that of her cousin Anna, played by Barbara De Palma, forgotten stories have re-emerged, along with identities that have slipped into the oblivion of time.

The stories come largely from real events, the result of interviews and research carried out by me over time, and reveal forgotten historical aspects. The stage costumes, as anticipated, are authentic and come from the territories occupied by the Nazis. Dated 1939 – 1945, they belong to the Lerario Lapadula museum archive.

Clothes and accessories that bear all the signs of war, hardship. Self-sufficient garments in which silk is replaced by hemp, and sequin embroidery by raffia. Stained, mended, marked by their own destiny, the clothes appeared – under the bombs – worn by performers and actresses who recalled distant stories like ghosts.

The event was opened by the veteran Prof. Pietro Suma, his testimony is precious, priceless and rare.

Suggestive, evocative, the location: the historic Anmig building, Casa del Mutilato in Bari.

The synaesthetic dimension was completed with the deep and delicate piano sounds of Maestro Stefania Gianfrancesco, from the Circolo Beethoven in Bari, and with the evocative scents that hovered in the room, created by Francesca Dell’Oro.

Stage make-up & hair by Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive lights by Melody Service, by G. Venisti. Following are the suggestive images by Emilio Badolati and Eleonora Bosna.

A show that today more than ever is useful to remember what happened, still happens and should never happen again. Soon, also for this reason, it will return to the scene.

Emilio Badolati per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”: Cast 7th Dec 2019. Ph Emilio Badolati
Me from Backstage. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
Turning back the hands of time. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Prof. Pietro Suma shares his historical testimony of the second war conflict. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Rosemary Nicassio as Teresa. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli as Elsa De Giorgi and Nicoletta Pastore ad Doris Duranti. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Nicoletta Pastore. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi and Silvia Fasano. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Valentina Del Conte. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Hug between Barbara De Palma and Rosemary Nicassio. Ph Emilio Badolati

Eleonora Bosna per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie, Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Enza Lanotte. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angela Lalla Conenna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Silvia Fasano. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. From the rigtht.: Enza Lanotte, Silvia Fasano, Ilenia Pantaleo, Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma on stage as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Ilenia Terrevoli on stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” On Stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Rosemary Nicassio. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” The best is yet to come. Ph Eleonora Bosna
Pubblicato il Lascia un commento

90s Make-Up History pt 3: 1997 – 1999

Nei primi due post abbiamo esaminato le principali tendenze Make-Up rispettivamente ai seguenti periodi: 1990 – 1993 e 1994 – 1996. Questa volta vedremo le tendenze trucco per gli anni 1997, 1998, 1999. A differenza dei precedenti, in questi anni l’estetica risente della tensione emotiva relativa all’arrivo del nuovo secolo. Incombe un nuovo millennio che porta con sé nuovi modi di comunicare, telefonia mobile, internet, realtà cibernetiche e paura verso il futuro si fondono alla gravissima crisi economica che scaraventa la società, con il sistema moda, nel baratro. Il risultato sono immagini cupe, sofferenti. Volti bianchi, trucchi violenti, a tratti sporchi, eccessivi, neo gotici, sono abbinati a indumenti destrutturati, laceri, stropicciati, con nuove proporzioni. Dal 1997 al 1999 il sistema moda trasferisce con i propri codici estetici l’arrivo del 2000 su indumenti e corpi, il nuovo secolo spazzerà con un colpo di spugna l’edonismo degli anni ’90.

Click here for: 1990 – 1993

Click here for: 1994 – 1996

In the first two posts we have examined the main Make-Up trends respectively in the following periods: 1990 – 1993 and 1994 – 1996. This time we will see the makeup trends for the years 1997, 1998, 1999. Unlike the previous ones, in these years the aesthetics is affected by the emotional tension related to the arrival of the new century. A new millennium looms, which brings with it new ways of communicating, mobile telephony, internet, cybernetic realities and fear towards the future merge with the serious economic crisis that drives society, with the fashion system, into the abyss. The result is gloomy, suffering images. White faces, violent make-up, sometimes dirty, excessive, neo-Gothic, are combined with unstructured, tattered, wrinkled clothing with new proportions. From 1997 to 1999 the fashion system transfers the arrival of 2000 to clothing and bodies with its own aesthetic codes, the new century will sweep the hedonism of the 90s with a sponge.

Linda Evangelista in Max Mara spring summer 1997
Panda Make-Up 1997
Neo Gothic “Regard Noir” Make-Up. Year 1997
Creepy Oniric Male-Up from Vogue Italy Januaty 1997
Make-Up that re-elaborates that of the 1920s, merging it with a neo-Gothic 80s taste. This trick is still widespread during fashion shows and shoots. Karl Lagerfeld Vogue Italy January 1997
The Punk returns to the limelight in a cybernetic version. The classic make-up bandeau tends towards the future. Aldo Coppola on Vogue Italy January 1998
Color Block by Versace summer 1998. It will return to fashion exactly 20 years later, summer 2018
Rock Look Dark Look. Dolce & Gabbana summer 1998
Phylosophy by Alberta Ferretti spring summer 1998: no more smiles. ph Paolo Roversi
Ship Hat by Jean Paul Gaultier 1999. Like a modern, sad Marie Antoinette
Claudia Schiffer: the two faces of 90s. On the left 1994 ca, on the right just few years later in 1999 c. Photography by Juergen Teller
Pubblicato il Lascia un commento

Make-Up & Flower Power: 1968 vs 2020

Make-up like clothes are cyclically repeated. In the photo above, flower petals and hair create a decoration for artificial eyelashes. 1968 ca. In the second image, the feathers create the same mood for Valentino’s spring summer 2020. I already show you the same rielaboration by Gucci with the iconic 60s Twiggy Make-Up. Stay Tuned for next comparisons.

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Discover more from my Blog: www.lucianolapadula.wordpress.com

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

Some copies from past – Spring Summer 2020

Spring Summer 2020. Guardando le sfilate mi sono accorto di dettagli che spaziano dal trucco alle calzature. Dettagli che sono spesso brutte copie di cose passati. Spesso in molti dimenticano le mode trascorse, così giornalisti e pubblico pensano si tratti di elementi frutto di creatività e innovazione. Vediamone alcuni.

Spring Summer 2020. Looking at the fashion shows I noticed details ranging from make-up to footwear. Details that are often bad copies of past things. Often many people forget the fashions passed, so journalists and the public think that these elements are that are the result of creativity and innovation. Sometimes, often, it is better the original. Let’s see three of them.

Style should celebrate individuality through the Twiggy’s make-up of the 60s, with the intention of emphasis the look, asserts Gucci Beauty. We are at Milan Fashion Week
and the models come on stage with bleach eyebrows covered with thick and dark artificial eyelashes. I personally believe that sometimes it would be better just copying from the past, avoiding slipping in a result lacking in sense, research. What do you think? In my comparison, on the left Gucci (ph Vogue Italia), in the right Twiggy in the 60s.

In my comparison Sharon Tate 1968 vs Mugler at his Paris Fashion Week SS 2020.
The unkempt eyebrows and fixed towards the other are not new. Ps: not even the eyeliner line is new, Chanel had already done it.

Pierre Cardin sequin gown, 1965 and Pierre Balmain on runway in Milan, 27/09/2019 for his ss 2020, ph Vogue Italia. Different dresses, same mood.

Yves Saint Laurent Rive Gauche 1976-77 and Celine prêt-à-porter ss 2020

Boots with a particular design, which have the heel taken from the red “Delman” shoes, preserved at the Met Museum and dated 1937 – 1939. The upper part is instead a mix between the cuissardes of Roger Vivier, 1967, and the creations of André Courreges, in the photo year 1970.

A little curiosity, which has nothing to do with the above. In June I made two sketches for a project, revisiting some constriction shirts for the characters, based on their oppressed identities. What a surprise yesterday, to see that Gucci developed the same concept. On the left, my figures on the right, the images of Vogue Italia from Spring Summer 2020

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.Shop my Book

“The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

Ready to Wear from Thierry Mugler ss 1992.

If the concept of “Ready to Wear” approaches “Ready Made”, to the surreal, to the world of art in its many facets. Thierry Mugler spring summer 1992. Supermodels Niki Taylor, Yasmeen Ghauri and Naomi Campbell. The three amazing and different types of beauties of the supermodels create a unique aesthetic picture of its kind. Unrepeatable today. Iconic moments for a style that ironizes on the past, on the present and on the future…on fashion, on the wearability of a dress, on its opulent aesthetics.

Niki Taylor
Yasmeen Ghauri
Yasmeen Ghauri

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Discover more from my Blog:

www.lucianolapadula.wordpress.com

Follow Me on Instagram:

https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:

https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:

https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”.

Click on the pic for info.

Pubblicato il 2 commenti

An Actress, a Prince, a car crash

«Nell’estate del 1931 il principe più bello d’Europa, Umberto II di Savoia, fu oggetto di scandalose cronache che raccontavano di un presunto idillio tra il giovane, che si era sposato solo diciotto mesi prima, e la bellissima attrice hollywoodiana Jeanette MacDonald, giunta in Riviera per una vacanza. Il giorno in cui si sarebbe dovuta separare da Umberto, lei era seduta in macchina e lui era alla guida, l’automobile slittò sull’asfalto bagnato facendo sbalzare fuori dall’abitacolo i due. Il volto dell’attrice ne rimase sfigurato, per ricucirle il cuoio capelluto i chirurghi dovettero raderle la bionda chioma. Disperata Jeanette si fece aiutare dal banchiere Maurice Garfunkel che la affidò ai migliori specialisti di New York. La diva sfigurata fu restituita prontamente a Hollywood grazie a un abile intervento di chirurgia plastica.»

Tratto dal mio libro “Il Macabo e il Grottesco nella Moda e nel Costume“.

Storie incredibili, aneddoti e curiosità, info e shop al link: https://www.progedit.com/libro-589.html

«In the summer of 1931 the most beautiful prince of Europe, Umberto II of Savoy, was the object of scandalous chronicles that told of an alleged idyll between the young man, who had married only eighteen months before, and the beautiful Hollywood actress Jeanette MacDonald, come to the Riviera for holydays. The day she was supposed to leave Umberto, she was sitting in the car and he was driving, the car skidded on the wet asphalt, knocking the two out of the cockpit. The actress’s face was disfigured, and to round her scalp the surgeons had to shave her blonde hair. Desperate, Jeanette was helped by the banker Maurice Garfunkel who entrusted her to the best specialists in New York. The disfigured diva was promptly returned to Hollywood thanks to a skilful plastic surgery.»

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Discover more from my Blog:

www.lucianolapadula.wordpress.com

Follow Me on Instagram:

https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:

https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:

https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Info e Shop: click the Pic

Pubblicato il Lascia un commento

Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952
Jeanne Lanvin
Marcelle Dormoy

© COPYRIGHT: Luciano Lapadula

Divieto di copia e riproduzione. Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

Follow my Blog: https://theluxon.com

Follow Me on Instagram: https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook: https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.

Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”. Click on the pic for info.

Pubblicato il Lascia un commento

Italiani all’estero, i diari raccontano – Italians abroad, stories from their diaries – My Styling

È stato presentato in Farnesina – Roma – l’11 giugno 2019 il lavoro prodotto per conto del Ministero degli Affari Esteri che mi ha visto collaborare nella ricerca e selezione dei costumi in qualità di power dresses e stylist. Il video, realizzato da Imaginapulia, (foto backstage attore Livio Berardi) descrive con pathos i percorsi esistenziali di quanti tra fine ‘800 e ‘900 hanno abbandonato l’Italia per trasferirsi all’estero.

Riaffiorano così dagli autentici diari di queste persone – custoditi nella Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano (AR).  – racconti e storie di vita che ci immergono in paure, aspettative appagate o disattese, fatica, senso di inadeguatezza e disagio, disperazione, voglia di tornare.

Nel video, oltre ai costumi, anche oggetti provenienti dal passato che ho appositamente selezionato dal mio archivio, tra questi scarpine anni ’30 per bimba in vernice nera, occhialini inizi ‘900, foulard e occhiali da sole per donna dagli anni ’50. Un pettine da viaggio, oggetti che rievocano in modo segnico quanto contenuto nei racconti di chi è partito all’estero nella speranza di una vita migliore.

The work produced on behalf of the Ministry of Foreign Affairs was presented in the Farnesina – Rome – on 11 June 2019, which saw me collaborating in the research and selection of costumes as power dresses and stylists. The video, made by Imaginapulia (backstage photo actor Livio Berardi) describes with pathos the existential paths of those between the end of the 1800s and the 1900s who left Italy to move abroad. Thus resurface from the authentic diaries of these people – kept in the National Archive Diary Foundation of Pieve Santo Stefano (AR) – describe stories and life stories that plunge us into fears, fulfilled or unfulfilled expectations, fatigue, a sense of inadequacy and unease, desperation, desire to come back.In the video, in addition to the costumes, there are also items from the past that I have specially selected from my archive, including little shoes from the 30s for girls in black patent leather, glasses from the early 1900s, scarves and sunglasses for women from the 50s. A travel comb, objects that symbolically recall what is contained in the stories of those who went abroad in the hope of a better life.

Video: I DIARI RACCONTANO

Pubblicato il Lascia un commento

Some of my styling. Photoshooting in Berlin.

luciano lapadula moda history fashion stylist berlin modemuseum shooting styling beautiful teacher expert

Some of the styling I created for a photoshooting in Berlin. Vintage clothes and accessories all from my archive.

Alcuni degli styling che ho creato per lo shooting fotografico realizzato a Berlino. Abiti e accessori d’epoca, dal mio archivio.

Photography Suzana Holtgrave

Mua – Hair Noriko Takayama

Models: Iconic Management – Berlin

in collaboration with Amanda Kastrati and Andreas Weigelt (location)

All right reserved.

Divieto di copia e riproduzione.

Contattare l’autore per info e disponibilità

Do Not Copy. Contact the writer for info

2
3
4
6
10
14a
15
18
19
22
35
36
37
40
45
46
51

Discover more from my Blog:
www.lucianolapadula.wordpress.com
Follow Me on Instagram:
https://www.instagram.com/iamlucianolapadula/

Follow Me on Facebook:
https://www.facebook.com/lucianolapadulaofficial/

Follow Me on Youtube:
https://www.youtube.com/channel/UCXPI69uNrqeejgYR1fH9ASw

Acquista il mio libro. Clicca sull’immagine per info.
Shop my Book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”. Click on the pic for info.