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Moda Sotto le Bombe: the photos

Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” è il nome dello spettacolo teatrale che ho ideato e scritto nel 2019, e che ho diretto insieme al mio collega Vito Antonio Lerario. Un viaggio sinestetico a ritroso nel tempo, nei bui anni del secondo conflitto mondiale, tra abiti e accessori rarissimi e autentici dell’epoca. Quattro le date sold out da dicembre 2019 a febbraio 2020.

Teresa, interpretata da Rosemary Nicassio, è una giovane donna nel suo giorno del matrimonio, mentre dal cielo piovono bombe. Attraverso la sua narrazione, e quella di sua cugina Anna, interpretata da Barbara De Palma, sono riemerse storie dimenticate, insieme a identità scivolate nell’oblio del tempo.

I racconti provengono in gran parte da fatti realmente accaduti, frutto di interviste e ricerche effettuate da me nel tempo, e svelano aspetti storici dimenticati. I costumi di scena, come anticipato, sono autentici e provengono dai territori occupati dai nazisti. Datati 1939 – 1945 appartengono all’archivio museale Lerario Lapadula.

Abiti e accessori che portano tutti i segni della guerra, degli stenti. Indumenti autarchici in cui alla seta si sostituisce la canapa, ai ricami in paillettes la raffia. Macchiati, rammendati, segnati dal proprio destino i vestiti sono apparsi – sotto le bombe – indossati da performer e attrici che hanno rievocato come fantasmi storie lontane.

Ha aperto la manifestazione il reduce Prof. Pietro Suma, preziosa, inestimabile, rara la sua testimonianza.

Suggestiva, evocativa, la location: lo storico palazzo Anmig, Casa del Mutilato di Bari.

La dimensione sinestetica si è completata con i suoni al pianoforte, profondi e delicati, del Maestro Stefania Gianfrancesco, dal Circolo Beethoven di Bari, e con gli evocativi profumi che aleggiavano in sala, realizzati da Francesca Dell’Oro

Trucco e acconciature di scena a cura di Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive luci a cura di Melody Service, di G. Venisti, grazie ad Ornella Polieri. Seguono le suggestive immagini a cura di Emilio Badolati ed Eleonora Bosna.

Uno spettacolo che oggi più che mai è utile a ricordare quel che è accaduto, ancora accade e mai più dovrebbe accadere. Presto, anche per questo, tornerà in scena.

“Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa” is the name of the theatrical show I conceived and wrote in 2019, and which I directed together with my colleague Vito Antonio Lerario. A synaesthetic journey back in time, in the dark years of the Second World War, among very rare and authentic clothes and accessories of the time. Four sold out dates from December 2019 to February 2020.

Teresa, played by Rosemary Nicassio, is a young woman on her wedding day, while bombs rain down from the sky. Through her narration, and that of her cousin Anna, played by Barbara De Palma, forgotten stories have re-emerged, along with identities that have slipped into the oblivion of time.

The stories come largely from real events, the result of interviews and research carried out by me over time, and reveal forgotten historical aspects. The stage costumes, as anticipated, are authentic and come from the territories occupied by the Nazis. Dated 1939 – 1945, they belong to the Lerario Lapadula museum archive.

Clothes and accessories that bear all the signs of war, hardship. Self-sufficient garments in which silk is replaced by hemp, and sequin embroidery by raffia. Stained, mended, marked by their own destiny, the clothes appeared – under the bombs – worn by performers and actresses who recalled distant stories like ghosts.

The event was opened by the veteran Prof. Pietro Suma, his testimony is precious, priceless and rare.

Suggestive, evocative, the location: the historic Anmig building, Casa del Mutilato in Bari.

The synaesthetic dimension was completed with the deep and delicate piano sounds of Maestro Stefania Gianfrancesco, from the Circolo Beethoven in Bari, and with the evocative scents that hovered in the room, created by Francesca Dell’Oro.

Stage make-up & hair by Nouvelle Esthétique Académie. Suggestive lights by Melody Service, by G. Venisti. Following are the suggestive images by Emilio Badolati and Eleonora Bosna.

A show that today more than ever is useful to remember what happened, still happens and should never happen again. Soon, also for this reason, it will return to the scene.

Emilio Badolati per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”: Cast 7th Dec 2019. Ph Emilio Badolati
Me from Backstage. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
Turning back the hands of time. “Moda Sotto le Bombe”: Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Prof. Pietro Suma shares his historical testimony of the second war conflict. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. From backstage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Rosemary Nicassio as Teresa. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli as Elsa De Giorgi and Nicoletta Pastore ad Doris Duranti. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Genny Morelli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Nicoletta Pastore. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi and Silvia Fasano. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Valentina Del Conte. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. On stage. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Emilio Badolati
“Moda Sotto le Bombe”. The Hug between Barbara De Palma and Rosemary Nicassio. Ph Emilio Badolati

Eleonora Bosna per “Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa”:

“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Pantaleo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Marina Ceglie, Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angelica Peragine. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Ilenia Terrevoli. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Simona Polizzi. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Enza Lanotte. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Angela Lalla Conenna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Silvia Fasano. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. From the rigtht.: Enza Lanotte, Silvia Fasano, Ilenia Pantaleo, Cristina Taranto. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. Barbara De Palma on stage as Anna. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe”. The Pianist Stefania Gianfrancesco. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Ilenia Terrevoli on stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Edvige Colombo. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” On Stage. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” Rosemary Nicassio. Ph Eleonora Bosna
“Moda Sotto le Bombe” The best is yet to come. Ph Eleonora Bosna
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Renate Müller: the tragic antinazi Diva

Quando un’anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua, nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti

“When the soul of a man is born in this country there are nets flung at it to hold it back from flight. You talk to me of nationality, language, religion. I shall try to fly by those nets”

James Joyce

Padre pubblicista e madre pittrice, un talento innato per la recitazione e una bellezza fuori dal comune, che le costerà la vita. Renate Müller nacque a Monaco il 26 aprile del 1906, e a soli 19 anni debuttò a teatro con “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream) diretta da Pabst.

Trasferitasi a Berlino, nel 1929 ebbe il suo primo ruolo cinematografico in “Peter Der Matrose” (Peter the Sailor). Il successo fu immediato e fino al 1937 comparve in 25 film , tra i quali il celebre “Die Privatesekretärin”, tradotto anche in inglese e ”Viktor und Viktoria” del 1933.

La fama raggiunta, i capelli biondi, i bei occhi azzurri, destarono l’interesse del regime nazionalsocialista, che pressò Renate con sempre maggiore insistenza affinché lei divenisse il volto per i film di propaganda del partito. Numerosi quanto le richieste furono i rifiuti della bella attrice, ma la vita nella Berlino di quel tempo era difficile: sospetti, dicerie, semplici invidie di colleghe potevano essere la causa di processi sommari, deportazioni, omicidi, e Renate aveva un angoscioso segreto che doveva restare nascosto.

Così cedette alle pressioni e nel 1937 recitò in quella che sarebbe stata la sua ultima comparsa in celluloide: “Togger”, pellicola dal contenuto antisemita. Hitler fu sedotto dall’attrice, perfetta incarnazione dell’ideale di donna ariana, ma nonostante le sue lusinghe lei rifiutò di essergli amica. Goebbels insospettito da tanta distanza e dai suoi continui viaggi nella nemica città di Londra, prese a farla pedinare dalla Gestapo.

L’inconfessabile segreto emerse: Renate aveva un fidanzato, viveva in Inghilterra ed era un ebreo. Si persero così, tutto d’un tratto, le notizie sulla bella ragazza: nuove star ariane presero il suo posto sugli schermi. Si diffusero strane voci secondo le quali Renate era stata ricoverata in manicomio a seguito di ripetute crisi di nervi, abuso di alcol e di morfina. Repentino giunse il finale di questa triste storia, il 7 ottobre del 1937 l’attrice fece un lungo volo dalla finestra della sua casa a Berlino. Il corpo fu in fretta cremato presso il Wilmersdorf Krematorium per essere sepolto in gran silenzio all’interno del Parkfriedhof Lichterfelde a Berlin Steglitz. Ai tanti fan fu proibito di partecipare ai funerali, il governo cercò di placare gli animi affermando si fosse trattato di suicidio, ma dei vicini di casa della ragazza, in silenzio, dissero di averla vista precipitare dal balcone all’arrivo in cortile degli uomini della Gestapo. Molti altri, invece, giurarono che furono proprio i soldati ad aver lanciato nel vuoto l’attrice che in vita rifiutò di esser lanciata sugli schermi di un cinema maledetto.

Luciano Lapadula

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Father publicist and mother painter, an innate talent for acting and a beauty out of the ordinary, which will cost her life. Renate Müller was born in Monaco on April 26, 1906, and at the age of 19 filmaker Pabst made her debut with “Ein Sommernachtstraum” (Shakespeare’s Midsummer Nights Dream). Transferring to Berlin, in 1929 she had his first film role in “Peter Der Matrose “(Peter the Sailor). The success was immediate and until 1937 appeared in 25 films, among which the famous “Die Privatesekretärin”, also translated into English and “Viktor und Viktoria” of 1933. The fame achieved, the blonde hair, the beautiful blue eyes, aroused the interest of the National Socialist regime, which pressed Renate with increasing insistence to use her face for the nazi propaganda films. Life in Berlin – at that time – was difficult: suspicions, rumors, simple envies of colleagues could be the cause of summary trials, deportations, murders, and Renate had an anguishing secret that was to remain hidden. So he gave in to pressure and in 1937 she played in what would have been her last appearance in celluloid: “Togger”, a film with anti-Semitic content. Hitler was seduced by the actress, the perfect embodiment of the ideal of an Aryan woman, but in spite of her flattery, she refused to be his friend. Goebbels, suspicious of her distance and her constant journeys in the enemy city of London, began to  follow the woman by Gestapo. The unconfessable secret emerged: Renate had a boyfriend, lived in England and was a Jew. Thus, all of a sudden, the news about the beautiful girl was lost: new Aryan stars took their place on the screens. Strange rumors were spread that Renate had been hospitalized as a result of repeated nerve crises, alcohol abuse and morphine. The end of this sad story came to a sudden, on October 7, 1937, the actress took a long flight from the window of her house in Berlin. The body was quickly cremated at the Wilmersdorf Krematorium to be buried in great silence inside the Parkfriedhof Lichterfelde in Berlin Steglitz. To the many fans it was forbidden to attend the funeral, the government tried to appease the soul by saying it was suicide, but the girl’s neighbors, in silence, said they had seen her fall from the balcony to the men’s Gestapo. Many others, however, swore that it was the soldiers who had launched into the void the actress who in life refused to be thrown on the screens of a damn cinema.

Renate Müller with pet. Ufa Photo for the movie “Liebling der Götter” (in italian: Le Ali della Fortuna”) by Hanns Schwarz. Costumes: René Hubert. 1930
Renate Müller, Viktor und Viktoria (Germany, 1933, dir. Reinhold Schünzel)
Renate Müller in a silk pajamas strike a pose for a signed 30s film postcard
A magnetic and fatal gaze for a 30s film postcard from the Ufa German motion-picture production company.
Renate Müller wears an evening dress with a plunging neckline on the shoulder, in the typical style of the 1930s
Statuesque body and gorgeous evening dress. Ph Aufnahme Walther Jaeger, Berlin
Early 30s. Posing like a Pin-Up anticipating the 50s looks
On the cover of “FILMWOCHE” Magazine year 1934
Renate Müller at the window, she does not imagine that soon will fall from there

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Moda Sotto le Bombe. La Giornata di Teresa

Moda Sotto le Bombe – Ph Emilio Badolati

26 gennaio 2020: torna in scena MODA SOTTO LE BOMBE – La Giornata di Teresa. Spettacolo teatrale scritto da me, e diretto insieme a Vito Antonio Lerario. Si rievocano all’interno dello storico e suggestivo Palazzo Anmig – Casa del Mutilato di Bari, gli anni bui del secondo conflitto mondiale. Rivivono storie perdute, grazie alla drammaturgia che ho scritto basandomi anche su lunghe interviste realizzate negli anni a donne e uomini vissuti in quel tempo. Rivivono identità, anche grazie ai costumi: tutti autentici , datati 1939 – 1945, e provenienti dai territori occupati dai nazisti. Parte del mio archivio, questi abiti esibiscono tutti i terribili segni del proprio tempo: macchie – anche di sangue, rammendi e strappi, tasche nascoste, colli laceri. Rosemary Nicassio è Teresa che nel giorno del suo matrimonio, racconta uno spaccato italiano da quel tempo fosco. Il suo alter ego è Anna, che rivive grazie a Barbara De Palma. E compaiono poi in scena visioni che si alternano sotto le luci di Melody Service. I suoni intensi, suonati al piano Maestro Stefania Gianfrancesco, accompagnano struggenti interpretazioni. Make-Up a cura di Nouvelle Esthétique Académie, Bari. Domenica 26 gennaio è la terza data per questo spettacolo che ha riscosso notevole successo e Sold Out per ogni appuntamento . Seguiranno date e tournée. Foto di Emilio Badolati.

Ilenia Terrevoli – Backstage from theathral show Moda Sotto le Bombe. Ph Emilio Badolati
Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa
Angelica Peragine: Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa Ph Emilio Badolati

Moda Sotto le Bombe – La Giornata di Teresa. Cast. Foto Emilio Badolati

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Back in fashion: 1916 and New Look

La moda, si sa, è fatta di eterni ritorni in fatto di stile, gusti, tendenze. E non è questo un fenomeno del tutto contemporaneo, anzi, affonda le proprie origini nella genesi della novità vestimentaria, che a dispetto del vocabolo, di nuovo spesso non ha nulla. Si confronti in proposito lo strano caso che riguarda la regina di Francia Maria Antonietta, discusso nel mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume“. Oggi vi presento la curiosa rielaborazione New Look di una tendenza apparsa nel 1916. Abiti più corti dei precedenti, dai volumi sorprendentemente innovativi, morbidi, con gonne ampie e arricciate sostenute da sottovesti a balze. Colori, fantasie, capricci neo barocchi si spostano così dal ’16 al ’47 per durare questa volta più a lungo. La mia selezione fotografica per voi.

Fashion, as we know, is made up of eternal returns in terms of style, tastes and trends. And this is not a completely contemporary phenomenon, indeed, it has its origins in the genesis of the modern dress, which despite the word, often has nothing of modern. Compare in this regard the strange case concerning the queen of France Marie Antoinette, discussed in my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume“. Today I present to you all the curious New Look reworking of a trend that appeared in 1916. Shorter dresses than the previous ones, with surprisingly innovative volumes, soft, with wide and gathered skirts supported by flounced petticoats. Colors, fantasies, new-baroque trends move from ’16 to ’47 to last this time longer. My photo selection for you.

1916 evening gown
Model in a taffeta dress by Emilio Schuberth, Rome, 1955, photo by G.M. Fadigati
Gabrielle Chanel – Robes de Jersey,1916
Marcelle Dormoy, french couture fashion designer active from the 1910s to 1950, and a former model. 1948
Delineator fashion magazine, July 1916

Jeanne Lanvin, 1916
Supermodel Barbara Mullen moeling Balenciaga Dress, 1947
Summer Afternoons dresses from April 1916
Christian Dior ball gown 1947
L’Art et la Mode, 1916
1957, Creators Studios New York
Robes et Chapeaux de Printemps – Le Style Parisien 1916
Cristobal Balenciaga 1948 Pleats, Photo Arik Népo
House of Lanvin 1916
Tailleur bar, House of Dior, 1947
Harvey Nichols day dress, 1916 From the Helen Larson Historic Fashion Collection at the FIDM Museum
“Ciao Bella” Jacques Fath stripes striped 1952
Jeanne Lanvin
Marcelle Dormoy

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1918 – 2018: Spring Illustrations in Fashion

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Here’s 5 beautiful graphic artwork that talk of fashion and costume across one hundred years. For each decade an image that describes us how the aesthetic taste has changed in fashion.

1918 spring 2018 vintage fashion cover design illustration history blog blogger luciano lapadula moda storia cultura magazine art
Paul Poiret Spring Dress from 1918

 

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The Delineator from April 1928

 

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Harpre’s Bazaar – May 1938

 

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My Home magazine, April 1948

 

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Balenciaga spring dress. 1958

 

1968 spring 2018 vintage fashion cover design illustration history blog blogger luciano lapadula moda storia cultura magazine art makeup
Hippie – Flower Power illustration from spring 1968

gruau dior 1978
Dior adv from 1972 c. Artwork by Gruau

 

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dior Joyce – Paris 1988. Graphic by Duncan

 

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Jean Paul Gaultier spring summer 1998. Artwork tribute to Frida Kahlo

 

2008 spring 2018 vintage fashion cover design illustration history blog blogger luciano lapadula moda storia cultura magazine art valentino pink shoes shocking dress gown alta
Valentino. Spring 2008.

 

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Gucci ss 2018

 

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Period Dresses for my fashion show @ Rotary Club

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Lo scorso 14 febbraio ho realizzato un evento per il Rotary Club di Bari, location la storica “Villa Romanazzi Carducci”. La manifestazione, “Amore e Moda”, ha celebrato la festa di San Valentino attraverso la presentazione del mio libro “Il Macabro e il Grottesco nella Moda e nel Costume” ed Progedit, insieme a una sfilata di abiti d’epoca provenienti dal mio archivio “Lerario Lapadula“. Durante il reading dal testo, incentrato sul ruolo di personaggi storici significativi per l’avvento di nuove tendenze, hanno sfilato abiti a partire dagli anni ’20 per giungere ai recenti 2000, alcuni già fotografati e inseriti nel volume. Le immagini sono di Saverio Damiani Foto Art. Ringrazio per l’aiuto il mio collega e stilista Vito Antonio Lerario e la nostra collaboratrice Carlotta Labombarda. Ringrazio le PR e organizzatrici Marcella Loporchio e Zora Giovanna Del Buono, oltre che naturalmente tutti i presenti. Ecco alcuno scatti.

Last February 14th I made an event for the Rotary Club of Bari, location the beautiful historical “Villa Romanazzi Carducci”. The event, “Love and Fashion”, celebrated Valentine’s Day through the presentation of my book “The Macabre and the Grotesque in Fashion and Costume”, along with a parade of period dresses from my archive “Lerario Lapadula”. During the reading from my text, focusing on the role of significant historical figures for the advent of new trends, models paraded dresses from the ’20s to reach the recent 2000, some already photographed and included in the volume. Images are by Saverio Damiani Foto Art.

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luciano lapadula villa romanazzi carducci bari moda sfilata
Location: Villa Romanazzi Carducci. Bari

luciano lapadula rotary
Rotary Club. Me in the middle.

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Reading from my book

20s dress fashion museum moda luciano lapadula storia libro anni 20 il macabro e il grottesco nella moda e nel costume maria francesca bove sfilata rotary scrittore cloche
Silk Dress, Silk CLoche, Silk Shoes. All from 20s.  Lerario Lapadula Fashion Archives.

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Fur, Polka Dot gown, turban and shoes from 40s. Lerario Lapadula Fashion Archives.

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Silk gown from 40s. Wooden squins and Rafia flowers. Autarchic fashion. Turban and shoes. All from my archives at Lerario Lapadula

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60s lurex mini dress from my  fashion archives at Lerario Lapadula

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Post Punk 80s gown from my archives at Lerario Lapadula

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Gothic Lolita dress from my archives at Lerario Lapadula – Year 2000

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When an old photo describes a moment in life

La modella, è elegante con i suoi capelli biondi  raccolti in uno chignon illuminato da un fermaglio dorato. Indossa un maglioncino verde come la speranza mentre, dando le spalle a noi e alla camera, è immersa nella fotografia che stringe tra le mani. Contempla un ritratto in bianco e nero, sbiadito come un malinconico ricordo. 

Quest’opera d’arte è frutto del lavoro della fotogafa Frances McLaughlin-Gill, e venne pubblicato il 1′ dicembre 1946 su Vogue America. Frances fu la prima donna a ottenere un contratto come fotografa per Vogue Usa.

The model is elegant with her hair pulled back and held up with a clip. Her back is to us and to the camera, and she’s wearing a low cut evening crochet sweater, green as hope. The #atmosphere is full of feeling and #sadness. She is looking at one photo. In black and white like an old #memory.

This atrwork was made by Frances McLaughlin-Gill for Vogue, year 1946. Frances was the first female fashion photographer under contract with #Vogue

luciano lapadula moda fotografia Frances McLaughlin-Gill photography fashion blog vogue 40s wwii
Ph by Frances McLaughlin-Gill’s, appeared on Vogue – 1th December 1946

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“The Macabre and Grotesque in Fashion and Costume History”

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From Auschwitz to Balenciaga: ex model history

Nonostante l’esistenza avvolta da una cupa aurea, pare la vita offra ad alcuni esseri umani un sentiero illuminato dalla fortuna, consegnandoci un testamento che provoca sgomento e biasimo. Sono storie come questa, fatte di percorsi paradossali, che al buio dell’anima affiancano i lustrini dell’alta moda.

Brigitte Höss nacque in Germania il 18 agosto del 1933: una bella bambina bionda, molto più fortunata di altri suoi coetanei ebrei. Suo padre, Rudolf, era il direttore del campo di sterminio di  Auschwitz, che quei bambini e quegli ebrei li uccideva quotidianamente e con brutalità. Brigitte visse la propria infanzia passando da un campo di concentramento all’altro: Dachau fino a 5 anni, Sachsenhausen fino ai 7, e Auschwitz sino agli 11 anni. Qui abitò in una villetta lussuosa, che lei definì “il paradiso”, arredata con mobili e opere d’arte sottratte agli internati .

 

ENLGISH translation at the bottom of the page

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Auschwitz commander’s daughter Brigitte Hoss with sister and brothers

Domestici, parrucchieri, musicisti, provenivano anch’essi dal lager che confinava con il curatissimo giardino in cui la bambina passava ore di gioco, osservando i prigionieri nelle loro divise a righe. Il prato inglese era illuminato da una bella piscina con scivolo: in alcune immagini Rudolf in divisa guarda i bambini felici mentre vi si tuffano, dietro di loro si inarcano le grigie cupole del campo della morte. Da una finestra, in alto, i figli assistevano spesso allo spettacolo funereo, personificato da centinaia di donne, uomini, bambini, in fila per entrare nelle camere a gas e nei forni crematori.

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Auschwitz

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I piccoli Hoss riuniti per colazione a cento metri dal forno crematorio

Perduta la guerra e prima che potesse fuggire in Sud America, suo padre fu catturato, processato e impiccato, mentre il resto della famiglia riuscì a salvarsi. Così, in Spagna, il fosco passato di Brigitte venne occultato: nella seconda meta degli anni ’50 la bambina ariana era ormai una bella ragazza al punto che intraprese la carriera di modella per Cristobal Balenciaga. Le divise a righe vestite da ragazze come lei qualche anno prima, sparirono dai ricordi di Brigitte sotto la luce delle passerelle di uno tra i più prestigiosi marchi di moda del New Look.

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Brigitte Hoss

Il ritrovato benessere aveva spazzato il dolore dall’esistenza delle nuove generazioni, si cercò di dimenticare la disgrazia, l’olocausto, la povertà più estrema, e questo Brigitte lo fece sino alla sua morte, giunta qualche anno fa. Nelle ultime interviste rilasciate, sostenne infatti che il numero delle vittime trucidate dai nazisti impegnati nello sterminio di massa era probabilmente assai inferiore a quanto dichiarato ufficialmente, e che “Rudolf Hoss” non era un mostro, ma un soldato che eseguiva degli ordini. L’orrore della sue gesta, l’odore acre della morte che si trasformava in una grande nuvola grigia sopra il cortile, pare non abbiano turbato l’animo della ex modella, né intaccato l’immagine che aveva del padre, antieroe celebre per la propria brutalità, ma da lei definito come l’uomo più dolce del mondo.

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Rudolf Hoess with executioners

Dopo l’esperienza da Balenciaga, durata tre anni, nel 1961 Brigitte si sposò e visse utilizzando il cognome del marito, nascondendo in tal modo il proprio passato. Un ebreo fuggito in America dopo “la notte dei cristalli” le offrì un lavoro come responsabile nella sua boutique di moda a Washington. La donna serbò il proprio segreto per 40 anni, fino a quando una sera, da ubriaca, lo confessò al proprio titolare, che tuttavia non la ritenne colpevole per i crimini perpetrati dal padre. L’uomo scampato miracolosamente alla morte, fu in grado di non serbare rancore, e di prendersi cura di lei, che concludeva la propria esistenza senza aver superato, forse, il trauma di aver avuto un padre assassino.

ENGLISH:

Despite an obscure existence, life seems to offer to some humans a path illuminated by luck. There are stories like this, made of paradoxical paths, mixed from the dark of the soul to the high fashion lights. Brigitte Höss was born in Germany on August 18, 1933: a beautiful blonde girl, much more fortunate than her other Jewish peers. Her father, Rudolf, was the first commander of the Auschwitz camp, which these children and those Jews exterminated daily and brutally. The little Brigitte lived in her childhood from a concentration camp to the other: Dachau up to 5 years old, Sachsenhausen until 7, and Auschwitz up to 11 years old. Here she lived in a luxurious chalet, that she called “paradise”, furnished with furniture and works of art stolen from lager’s prisoners. Households and staffs also came from the lager bordering the beautiful garden where the little girl spent hours playing, watching the prisoners in their striped uniforms. That garden was illuminated by a beautiful pool with a slide: in some pictures Rudolf – in uniform – looks at the happy children as they plunge, the gray domes of the death camp revolve behind them. From a window upstairs, the children often attended the funeral show, embodied by hundreds of women, men, children, in a row to enter the gas chambers and crematoriums. Lost the war and before he could flee to South America, his father was captured, tried and hanged while the rest of the family escaped. So, in Spain, Brigitte’s obscure obsession was concealed: in the second half of the 1950s, the Aryan girl was now a beautiful girl and started a model career for Cristobal Balenciaga. The striped dresses dressed worned by girls, a few years ago, disappeared from Brigitte’s memories in the light of the most prestigious New Look fashion brands. The new kind of life swept away the pain from the existence of the new generations, tried to forget the misfortune, the holocaust, the most extreme poverty, and this Brigitte did so until her death a few years ago. In the latest interviews, she claimed that the number of victims killed by the Nazis involved in massacre was probably far lower than what was officially declared, and that “Rudolf Hoss” was not a monster, but a soldier who executed orders. The acrid smell of death that turned into a big gray cloud above the courtyard, seemed not to have disturbed the soul of the ex model. After three years of experience with Balenciaga, in 1961, Brigitte married and lived using her husband’s surname, hiding her past. A Jewish man who fled to America after the “Crystal Night” offered her a job as responsible in his fashion boutique in Washington. She kept her secret for 40 years, until one night she was drunk and confessed her past to the manager, but he did not consider her guilty of her father’s crimes. The man miraculously fled to death, was unable to maintain grudging and he took care of her, she was ending her own existence without perhaps overcoming the trauma of having a murderous father.

Brigitte Hoss, the daughter of Nazi Rudolph Hoss, in her Virginia home. Her father was the commandant of Auschwitz
Brigitte Hoss in her room during last years of her life. Image courtesy Getty Images.

 

 

 

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1938 – 2016: Salvatore Ferragamo platform shoes

Orgoglio italiano il bravissimo stilista calzaturiero Salvatore Ferragamo è riuscito a fondere l’arte con la necessità del cambiamento sociale e con lo stile del proprio tempo. Uno tra i più mirabili risultati in tal senso è la celeberrima calzatura disegnata per l’attrice Judy Garland nel lontano 1938.

Italian pride, the skilled footwear designer Salvatore Ferragamo has managed to merge art with the need for social change and the style of one’s own time. One of the most admirable results in this sense is the famous shoe designed for the actress Judy Garland back in 1938. It is a sandal with upper in kid, the high rounded wedge is made with several layers of cork covered with suede. Brilliant use of cork, a local product that met the favors of the leader in compliance with autarkic laws.Initially condemned and epitetted as “orthopedic shoes” the “platform shoes” found an amazing success in America and later in Italy. This type of footwear is back to being fashionable during the ’70s before and then’ 90s, not to fade almost never again from the catwalks and wardrobes of women.The style of this artistic creation is still today copied and reproduced with slight changes of the pejorative times. The one below is the proposal by Jeffrey Campbell.

Le calzature realizzate da Salvatorei Ferragamo per la bella Judy Garland - 1938
Le calzature realizzate da Salvatore Ferragamo per la bella Judy Garland – 1938

E’ un sandalo con tomaia in capretto, l’alta zeppa bombata è ricavata con vari strati di sughero ricoperti di camoscio. Geniale l’utilizzo del sughero, prodotto nostrano che incontrava i favori del duce nel rispetto delle leggi autarchiche.

Inizialmente condannate ed epitetate come “scarpe ortopediche” le “platform shoes” riscontrarono un successo strepitoso in America e successivamente in Italia. Questo tipo di calzature sono tornate ad essere alla moda durante gli anni ’70 prima e gli anni ’90 poi, per non svanire quasi mai più dalle passerelle e dagli armadi delle donne.

Lo stile di questa creazione artistica è ancora oggi copiato e riprodotto con lievi cambiamenti delle volte peggiorativi. Quella qui sotto è la proposta di Jeffrey Campbell.

Jeffrey Campbell Rainbow T-Strap Platform
Jeffrey Campbell Rainbow T-Strap Platform

Quello che invece ho fotografato a Milano è un modello proposto per questo autunno inverno che riprende l’altro del 1938, in un eterno riciclo delle idee e degli stili.

The onest  photographed in Milan, however, is a model proposed for this autumn winter that resumed the other of 1938, in an eternal recycling of ideas and styles.

Salvatore Ferragamo, Milano, f/w 2015-16
Salvatore Ferragamo, Milano, f/w 2015-16

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